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Beatles, Revolver compie 63 anni: alcune cose che non sai

Revoler è il settimo album dei Beatles, una capolavoro della musica pop rock e un pezzo di storia. Questo album ha segnato un profondo cambiamento nella storia della musica e proprio oggi compie 63. Andiamo a scoprire quello che non sai sul capolavoro dei Beatles.

beatles revolver

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Beatles – Revolver

Il 5 agosto del 1966 il mondo ha conosciuto Revoler, il settimo album dei Beatles. E’ un album che fa un po’ da ponte tra la loro carriera beat e pop rock e quella vena psichedelica che poi esploderà totalmente in Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club. La sua importanza storia è indiscussa. E’ inserito tra le principali classifiche musicale come tra i migliori album di tutti i tempi. E’ un album che ha segnato un cambio diritto che rappresentava perfettamente la cultura anni ’60. Questo fu uno dei primi concept album della storia e il primo per i Beatles. Le canzoni non erano più dei singoli messi “a caso”, ogni brano era legato all’altro con maestria e insieme raccontavano una storia.

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Curiosità sull’album

Il titolo Revolver venne trovato solo dopo aver completato le registrazioni ad Abbey Road. Originariamente doveva chiamarsi Abacadabra, ma Martin, il manager, scoprì che esisteva già un album intitolato così. Furono presi in considerazione i nomi più bizzarri, tra cui Pendulums, Fat Man and Bobby e After Geography. John propose Beatles on Safari, Paul tirò fuori l’idea di Revolver, che piacque e a tutti e quattro. I testi delle canzoni raccontano di solitudine e di mortalità, dell’insicurezza, dell’amore visto allo stesso tempo come esperienza paradisiaca e come prossimo a sfiorire, di temi sociali come le tasse e le esperienze con le droghe, esplicite ed implicite.

Il brano più innovativo e rivoluzionario di Revolver è la spiazzante Tomorrow never knows di John Lennon, che chiude il disco, un viaggio lisergico di tre minuti ispirato dalla lettura della versione di Timothy Leary del Libro tibetano dei morti. Tomorrow never knows ha un solo accordo, nastri ripetuti in loop, il folgorante assolo di Paul McCartney mandato al contrario e soprattutto la voce stralunata di Lennon, incisa come se “Il Dalai Lama cantasse dalla cima della montagna più alta”. Una brano che sembra provenire da un futuro distopico, e che invece è stato inciso 50 anni fa.

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