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Very Bello: l’ironia social demolisce il sito dei luoghi comuni sull’Italia

Very Bello! Viaggia nella bellezza, un nome che è già tutto un programma: il sito, nato con l’intenzione di mostrare la straordinaria offerta culturale che il nostro Belpaese offrirà alle migliaia di turisti stranieri che da tutto il mondo convergeranno a Milano per l’Expo 2015, si è trasformato in un grosso epic fail. In principio l’intenzione era buona: creare una vera e propria agenda di eventi culturali paralleli all’Expo, 1300 in tutta Italia “dalla Biennale d’Arte di Venezia ad Umbria Jazz, dai classici immortali del Teatro Greco di Siracusa, fino al festival degli artisti di strada di Ferrara, passando per il Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle” – così come si leggeva nel comunicato che ha preceduto la messa in Rete del sito.

Più tardi però, la buona intenzione si è trasformata in un vero e proprio buco nell’acqua, visto le sempre più numerose critiche che sono state mosse alla volta del portale. Come in una sfida all’ultimo irriverente tweet – oltre quindicimila finora -, gli internauti hanno bersagliato Very Bello: sembra infatti, che non solo non siano state gradite alcune scelte ‘di stile’ fatte dal ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, che ha lanciato l’iniziativa insieme al ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, e al commissario Expo, Giuseppe Sala, ma che fondamentalmente questo strumento non sia in realtà così utile come invece dovrebbe essere. Il sito Very Bello, online solo da alcuni giorni, è stato continuamente vessato, non solo dagli internauti dei Social, ma anche dagli stessi addetti ai lavori, dalla stampa, nonché dagli hacker che fin da subito la hanno preso di mira.

Motivo principale delle critiche è la deprecabile scelta del nome su cui molti utenti della Rete hanno ironizzato a ragione, poiché questo, quasi in maniera onirica, ha richiamato alla mente di taluni scene di film che hanno segnato un’epoca: come non ricordare Un americano a Roma con il mitico Alberto Sordi, o il film Totò, Peppino e la malafemmina, con il duo comico che cerca di chiedere informazioni ad un vigile in piazza Duomo usando parole ‘mixate’ a metà tra italiano e una lingua inventata. Allo stesso modo, il mix tra inglese e italiano del nome del sito che dovrebbe – in teoria – portare alla luce la bellezza e la cultura nostrana, è sembrato ai più, quasi una presa in giro goliardica.

Il caso Very Bello è diventato un fenomeno virale: l’incredulità sulla scelta del nome ha lasciato spazio all’amarezza da parte degli utenti che ancora una volta si sono ritrovati sotto gli occhi un prodotto scadente che va a screditare il nostro Belpaese e che, per l’ennesima volta, quasi come benzina sul fuoco, è servito ad alimentare le ironie degli stranieri sulla scarsa conoscenza che gli italiani hanno dell’inglese.

Ecco intanto i tweet più irriverenti contro Very Bello:

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