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Beppe Grillo condannato per diffamazione, il suo commento: “Ne sono fiero”

È la notizia del giorno: Beppe Grillo, il comico genovese padre fondatore insieme a Gianroberto Casaleggio del Movimento 5 Stelle, è stato condannato a un anno di carcere per diffamazione dal tribunale di Ascoli Piceno. L’accusa per il leader pentastellato è di avere detto, durante un comizio sul nucleare tenuto l’11 maggio 2011 a San Benedetto del Tronto, che il docente universitario Franco Battaglia fosse “consulente delle multinazionali”, diffondendo poi il messaggio in rete e sul suo blog.

“Aspettiamo le motivazioni, ma ricorreremo in appello”, ha detto il legale del comico nonché suo nipote, Enrico Grillo. La condanna inflitta a Beppe Grillo prevede inoltre il pagamento di una multa di 1.250 euro, e il riconoscimento alla parte offesa di un risarcimento di 50mila euro. “In quattro anni avrebbe potuto chiedermi scusa e invece non lo ha fatto” – ha commentato a caldo il professor Battaglia – “Ora mi auguro che si faccia un po’ di servizi sociali, come Berlusconi”.

Per niente afflitto dall’accaduto, Beppe Grillo ha così commentato la sentenza: “Se Pertini e Mandela sono finiti in prigione potrò andarci anch’io per una causa che sento giusta e che è stata appoggiata dalla stragrande maggioranza degli italiani al referendum”. Il comico, dicendosi dunque “fiero” di una tal condanna, ha posto un interrogativo provocatorio, alla sua maniera: “Forse fa paura che il Movimento 5 Stelle si stia avvicinando al governo?”, sottolineando inoltre che “la pena non è stata sospesa”.

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