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Bere tè allunga la vita e riduce la mortalità di un quarto

Diffusissimo sin dall’antichità sia in Cina che in Giappone, il , è al giorno d’oggi una delle bevande più amate al mondo. Consumare quest’infuso di origine asiatica rappresenta un rito lento, un momento particolare, diverso da quello che riserviamo al caffè, tragugiato spesso di fretta sul bancone di un bar durante la pausa pranzo. Lo sanno bene gli amanti delle piccole foglie di tè…

te cinese benefico

Se caffè e tè rappresentano per molti, sia in Italia che all’estero, due scuole di pensiero differente, la scienza oggi sembra togliere qualsiasi dubbio sugli effetti benefici dell’antica bevanda cinese.
Secondo uno studio presentato a Barcellona al congresso della Società europea di cardiologia (Esc), condotto da Nicolas Danchin dell’Università René Descartes di Parigi bere tè ridurrebbe infatti di un quarto (-24%) la mortalità cardiovascolare. Sempre stando alle ricerche effettuate da Danchin, il caffè, sarebbe invece dannoso alla salute perché, come ogni fumatore ben sa, “caffè =sigaretta“.

I risultati dei test sono emersi dopo un’accurata indagine su un campione di oltre 130mila persone di età compresa dai 18 ai 95 anni. Le persone coinvolte sono state invitate a compilare un questionario che valutava il consumo di tè e caffè; le opzioni possibili variavano da “nullo” a “più di 4 tazze” al giorno. La ricerca, effettuata in un periodo di osservazione superiore ai tre anni, ha comparato le morti con il tipo e la quantità di bevande consumate.
Gli studi di Danchin hanno ribaltato le ricerche effettuate precedentemente: è emerso che chi consuma caffè ha maggiore probabilità di contrarre malattie cardiovascolari perché tende a fumare più sigarette.

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