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Bergamo morti sospette in ospedale: si teme nuovo caso ‘infermiera killer’

Ci sono novità in merito alle indagini sulle presunte morti sospette in corsia, tra la fine del 2014 e tutto il 2015, all’ospedale Antonio Locatelli di Piario, in provincia di Bergamo, di cui vi avevamo già parlato lo scorso 19 dicembre. Sarebbero oltre 80 i decessi (di pazienti tra i 50 e gli 80 anni) avvenuti in clinica in circostanze sospette, o comunque ancora da chiarire. Se n’è parlato stamani a Mattino 5.

“Nell’ospedale Locatelli di Piario si muore, la situazione è fuori controllo. Andate ad indagare”, questa la lettera anonima inviata a tre sindaci della zona, che ha fatto scattare le indagini; del resto i vertici della struttura sanitaria già nutrivano dei sospetti per i numerosi, troppi, decessi in clinica, seguiti dalle segnalazioni dei parenti di diversi pazienti.

C’è una infermiera di 42 anni, sospettata ma ancora non formalmente indagata, ora trasferita in un altro ospedale con altre mansioni, accusata di essere la responsabile di queste morti sospette. Il capo d’accusa per lei è di omicidio preterintenzionale: la donna, durante i turni di notte, avrebbe somministrato dosi massicce di Valium ed altri psicofarmaci ai pazienti per sedarli, portando alla morte anche una donna praticamente sana, che doveva essere dimessa l’indomani. I colleghi dell’infermiera attenzionata dagli inquirenti, avrebbero infatti raccontato di aver notato, al cambio turno, i suoi pazienti “come intontiti, non vigili”.

Siamo di fronte ad un altro caso di “infermiera killer”, come quello dell’ospedale di Lugo di Romagna, che vede ora imputata l’infermiera Daniela Poggiali? Saranno le indagini a rivelarlo. Il pm Carmen Pugliese, che sta seguendo il caso, ha infatti disposto la riesumazione delle salme di 6 pazienti morti in circostanze sospette nel reparto di Medicina: qualora l’autopsia rivelasse tracce di Valium nei cadaveri, la posizione dell’infermiera sospettata si aggraverebbe drasticamente.

Ospedale – Image credit: Shutterstock

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