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Berlinale 2014: la biopic su Yves Saint Laurent (Video)

Ieri l’edizione di quest’anno della Berlinale ha inaugurato con il film “Yves Saint Laurent” un ritratto fedele dello stilista francese Yves Henri Donat Mathieu Saint Laurent, tra i più famosi e conosciuti creatori di moda del XX secolo. Nato in Algeria, ad Orano, dove la famiglia facoltosa ed originaria dell’Alsazia-Lorena, si era stabilita per via della guerra franco-prussiana. YSL ha cominciato a lavorare, appena 17enne, per Christian Dior e a seguito della sua morte nel 1957, Saint Laurent è stato chiamato a succedergli quale erede e successore naturale. Poi nel ‘62 Yves Saint Laurent ha lasciato Dior e ha fondato l’omonimo marchio (Yves Saint Laurent, spesso abbreviata YSL) insieme al socio e compagno Pierre Bergé. Pierre Niney YSL


Nella pellicola che racconta Saint Laurent più che il mito emergono i suoi estremi: le sue fragilità e le sue sregolatezze. E ne esce un autentico ed impressionante ritratto dello stilista, i suoi imprevedibili umori e il suo inesauribile talento nell’arco di un ventennio. Un’epoca, la sua, raccontata attraverso i suoi abiti, i suoi amici, le sue modelle, i viaggi e le feste in un continuum di colori ed immagini che guardano il mondo dell’alta moda grazie ad una vera e propria icona.

La regia di Jalil Lespert ha il merito di aver chiamato ad incarnare la fisicità del noto stilista con un’immedesimazione perfetta il giovane attore francese Pierre Niney e che in patria è il più giovane membro della  Comédie Française. Lespert ha presentato il film come una grande storia d’amore, una biopic con una ricerca estremamente fedele dei personaggi reali e che approfondisce un rapporto tra persone molto diverse che ben si integra ad un discorso sulla creazione e sull’ispirazione.

 

 

 

 

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