in

Bernardo Bertolucci tutta la verità sulla scena del burro in “Ultimo tango a Parigi”

Bernardo Bertolucci, uno dei più grandi registi del cinema italiano, si è spento oggi all’età di 77 anni. Tanti i film suoi di successo, veri capolavori mondiali: da Il conformista (1970) a Novecento (1976), da La tragedia di un uomo ridicolo (1981) a L’ultimo imperatore (1987), kolossal che si aggiudicò nove Oscar, tra cui quello di miglior regista, e altrettanti David di Donatello. La pellicola però certamente più famosa di Bernardo Bertolucci, quella più discussa, è Ultimo tango a Parigi (1972).

«Ultimo tango a Parigi il più potente film erotico mai realizzato»

Se in America Ultimo tango a Parigi è stato definito sul “Newyorker” «il più potente film erotico mai fatto e può rivelarsi il film più liberatorio mai realizzato», in Italia la pellicola è stato accolta malamente, basti pensare che nel 1976 è stata disposta, infatti, la distruzione del film dalla Corte di Cassazione, dopo una lunga vicenda processuale. Senza contare che a Bernardo Bertolucci Ultimo tango a Parigi costò una condanna in patria – gli venne negato per cinque anni il diritto di voto – e il rogo simbolico delle copie del film. A sconvolgere soprattutto l’opinione pubblica i celebri 8 secondi in cui Marlon Brando pratica la sodomia col burro alla giovane Maria Schneider. La scena è stata naturalmente tagliata, tant’è che nella copia italiana, quella che si salvò dalle fiamme, quegli otto secondi non si videro mai più. Alla fine degli anni’80 il film venne però trasmesso in tv nella sua totalità. Oggi, forse il film non riesce più a sortire l’effetto dirompente di un tempo, tuttavia è innegabile che sia tra le pellicole più controverse della storia del cinema mondiale.

«Ho il merito di aver infranto tabù anacronistici»

«Amavo e amo la libertà e sono sempre stato contro ogni forma di censura. Allora pensavo che il mio destino fosse accomunato a quello di Pasolini e mi sentivo un eroe maledetto. Oggi la vedo diversamente, ma se il mio film ha qualche merito, ci conto anche quello di aver infranto tabù anacronistici», aveva dichiarato in un’intervista Bernardo Bertolucci, che a proposito di quella sequenza di sesso anale, che molti giudicavano decisamente troppo violenta, aveva detto: «Vorrei, per l’ultima volta, chiarire un ridicolo equivoco che continua a riportare Ultimo Tango a Parigi sui giornali di tutto il mondo. Qualche anno fa, alla Cinematèque Française, qualcuno mi ha chiesto dettagli sulla famosa ‘scena del burro’. Io ho precisato, ma forse non sono stato chiaro, di avere deciso insieme a Marlon Brando di non informare Maria che avremmo usato del burro. Volevamo la sua reazione spontanea a quell’uso improprio!». Maria Schneider, infatti, che all’epoca aveva soltanto 19 anni, nel 2007 denunciò di essersi sentita umiliata per quella scena così audace, tanto da aver pensato addirittura di togliersi la vita: «Mi dissero come si sarebbe svolta la scena solo prima di filmare ed ero arrabbiatissima. Avrei dovuto chiamare il mio agente o avere il mio avvocato sul set perché non puoi obbligare qualcuno a fare qualcosa che non è nella sceneggiatura. Ma non lo sapevo. Marlon mi disse: ‘Maria non ti preoccupare, è solo un film’, ma durante la scena, anche se Marlon non faceva nulla per davvero io piansi vere lacrime. Mi sentii umiliata e ad essere onesta anche un po’ stuprata da Marlon e Bertolucci. Dopo la scena Marlon non mi consolò né si scusò. Per fortuna facemmo un ciak solo”. In molti credettero che le scene di sesso tra Brando e la Schneider fossero reali ma lei insiste: ‘Per niente! Non c’era attrazione tra noi. Per me, lui era più una figura paterna’». Marlon Brando aveva quasi 50 anni ed era un sex symbol al tramonto.

«L’unica novità era l’idea del burro»

Tali parole sono state poi commentate dallo stesso Bertolucci, che si prese la briga di precisare come erano andate realmente le cose: «Qualcuno ha pensato, e pensa, che Maria non fosse stata informata della violenza su di lei. Falso! Maria sapeva tutto perché aveva letto la sceneggiatura, dove era tutto descritto. L’unica novità era l’idea del burro. È quello che, come ho saputo molti anni dopo, offese Maria, non la violenza che subisce nella scena e che era prevista nella sceneggiatura del film. È consolante e desolante che qualcuno sia ancora così naïf da credere che al cinema accada per davvero quello che si vede sullo schermo. Quelli che non sanno che al cinema il sesso viene (quasi) sempre simulato, probabilmente, ogni volta che John Wayne spara a un suo nemico, credono che quello muoia per davvero!». Bernardo Bertolucci, a cui spetta il merito di aver sdoganato diversi tabù, non voleva che Maria Schneider «recitasse l’umiliazione o la rabbia», ma «che la sentisse». E se a distanza di anni siamo ancora qui a parlarne vuol dire che forse ancora una volta aveva ragione lui. Ad ogni modo il regista non tardò a scusarsi con Maria Schneider, affermando addirittura di sentirsi «colpevole». Mai avrebbe voluto che l’attrice venisse segnata particolarmente da quel film, a cui tuttavia la stessa deve la sua fortuna.

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost e LuxGallery. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva ormai da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 le viene conferito il riconoscimento di "Laureato Eccellente Sapienza" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly" e "SuccedeOggi" e riviste letterarie come "Carte Allineate", "Fillide" ed "Euterpe". Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

Vanessa Incontrada a Domenica In parla dei suoi difetti fisici e ci scherza su: ovazione del pubblico femminile

Fabrizio Corona news oggi tribunale, Pg: “Torni in carcere, violazioni e risse in tv”