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Bernardo Caprotti, dalle origini all’impero Esselunga: la storia di un uomo che ha saputo cavalcare il tempo

Si è spento a 90 anni Berbardo Caprotti, imprenditore milanese celebre per aver fondato “Esselunga”: la catena di supermercati, però, è solo l’apice della carriera di un uomo che ha saputo cavalcare i tempi e – in alcuni casi – anche anticiparli.

Bernardo Caprotti, anticomunista e antifascista convinto, non può certamente essere ricordato solamente come un imprenditore di successo: nonostante sia conosciuto principalmente per aver fondato Esselunga, quest’oggi vogliamo ricordarlo per quella sua parte più visionaria, innovativa e temeraria. Bernardo Caprotti nacque il 7 Ottobre 1925 a Milano, la città che ha sempre amato e per la quale ha sempre lavorato: di famiglia alto-borghese, Caprotti viene presto indirizzato verso la carriera imprenditoriale. Dopo il diploma e la laurea in legge, nel 1951 parte per gli Usa: il suo fine è quello di apprendere nel migliore dei modi le nuove tecnologie utilizzate in America per la produzione tessile. Lì, Bernardo Caprotti viene inevitabilmente travolto anche dallo stile di vita del “nuovo mondo”: supermercati enormi, carrelli, casse automatiche, frenesia e abbondanza.

Come dire no, quindi, quando Rockefeller gli propose di entrare in una joint venture per la messa in opera di una grande catena di supermercati all’americana? Nacque così “Supermakets Italia” che diventerà poi “Esselunga”: la catena di supermercati “all’americana” divenne presto famosa in buona parte d’Italia e con sé anche gli spot pubblicitari. Nel periodo del boom economico, anche le strategie di marketing di Caprotti cavalcavano l’onda dei tempi: “Esselunga prezzi corti” o, più recentemente in vista della svolta al biologico, “Famosi per la qualità”. Ultima, ma non per importanza, l’introduzione di una “Fidelity Card”: tra le prime catene ad introdurre una tessera fedeltà, Caprotti fu in grado di rendere celebri e desiderati anche i “punti fragola” di Esselunga. L’indole temeraria di Bernardo Caprotti non si spegnerà nemmeno durante la vecchiaia: nel 2007, infatti, pubblica il libro “Falce e Carrello”, un vero e proprio manifesto contro le coop. Nonostante la mancata nomina a Cavaliere del Lavoro, nel 2010 l’Università La Sapienza di Roma lo insignisce con una laurea ad honorem in architettura.

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