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Bestiario politico, de Magistris (sindaco di Napoli)

La settimana scorsa abbiamo introdotto il “Bestiario politico”. Cos’è un bestiario politico? È la raccolta del peggio della politica italiana. Ogni settimana ci occuperemo di un politico che ci ha fatto particolarmente ridere. Ridere per non piangere, ovviamente. Qualche giorno fa abbiamo parlato di Gianluca Buonannooggi invece dedicheremo le nostre attenzioni a Luigi de Magistris, sindaco di Napoli. Anzi, no. Ex sindaco di Napoli

Luigi De Magistris sindaco - bestiario politico

Luigi il poliziotto

Luigi de Magistris nasce a Napoli nel 1967 e dopo la laurea in giurisprudenza diventa magistrato. Come lo era suo padre. E suo nonno. E anche il suo bisnonno. Il senso della giustizia insomma è una dote di famiglia, anche se il concorso vinto da Luigi per entrare in magistratura forse tanto giusto non è stato. Ma non importa. Il PM de Magistris viene mandato a Catanzaro, dove si fa subito notare per delle inchieste importanti. Ad esempio Poseidon, nel 2005, in cui indaga su un presunto illecito finanziario di 200 milioni di euro. Gliela tolgono per irregolarità procedurali. Poco male, perché l’inchiesta comunque non porterà a nulla. Archiviata. Stesso destino che ha avuto un’altra inchiesta celebre, Why Not, dove addirittura la procura di de Magistris sbagliò a scrivere i capi d’accusa. E anche Toghe Lucane, la terza delle grandi inchieste di Luigi il poliziotto, finirà in una bolla di sapone. De Magistris viene trasferito senza troppo onore.

 

Luigi il politico

Il trasferimento arriva quando ancora non si sapeva quanto fosse scarso l’impianto accusatorio delle inchieste di de Magistris. Anzi, sembra che togliergli dalle mani certe inchieste sia una reazione del potere di fronte ad un magistrato coraggioso. Perfino il movimento antimafia “Ammazzateci tutti” si schiera a favore del magistrato. La verità è che De Magistris coraggioso lo è, bravo no. Luigi prende la palla al balzo e si candida alle europee del 2009 con Di Pietro. È un successo. Due anni dopo, forse anche intuendo lo sfascio a cui stava andando incontro l’Italia dei Valori, si propone come sindaco di Napoli. Viene eletto nella stessa tornata di Pisapia. Il PD in quel periodo non attira più consensi, Berlusconi è in calo e De Magistris sembra l’astro nascente della politica e dei moviementi civici italiani.

Luigi De Magistris sindaco di Napoli - bestiario politico

Luigi il condannato

Ma la luna di miele tra De Magistris e il resto del mondo è destinata a finire presto. A Napoli la città esplode e per sedare i disordini deve intervenire la polizia. La giunta del sindaco a luglio 2013 punto conta due assessori non indagati, gli altri dieci hanno i giudici alle calcagna. Alle elezioni politiche del 2013 De Magistris appoggia Ingroia e con lui affonda, mentre la stella di Renzi brilla sempre più luminosa e schiaccia chiunque non sia Beppe Grillo. Luigi è alle corde, ma sarebbe riuscito a vivacchiare fino a fine mandato se una settimana fa non fosse stato condannato per abuso d’ufficio in relazione a Why Not, una delle sue tante inchieste finite male. Un uomo rispettoso della legge e delle leggi come lui avrebbe dato le dimissioni. Ma De Magistris sceglie un’altra linea e dichiara che i giudici “dovrebbero guardarsi allo specchio e vergognarsi. Dovrebbero dimettersi loro.” Poi ricorda a tutti che lui non mollerà mai.  E infine, quando il prefetto lo depone in virtù della legge Severino, dichiara: “La sentenza contro di me? Salutatemela.” Insomma, dopo una vita passata a non sapere riconoscere i criminali, ora De Magistris non riconosce neppure le sentenze.

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