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Bianco di Babbudoiu film, Stefano Manca: “Tra spese e folli e manie di protagonismo mandiamo in rovina un’azienda” [INTERVISTA]

Stefano Manca è uno dei tre componenti del gruppo comico “Pino e gli Anticorpi” famoso soprattutto per le performance fornite a “Colorado” durante la seconda metà del primo decennio del duemila. Gli altri due “ragazzi” sono Michele, fratello di Stefano, e Roberto Frara;  il trio sardo, dopo una separazione durata un anno, è tornato a lavorare insieme e giovedì 17 marzo realizzerà il primo lavoro cinematografico con la pellicola “Bianco di Babbudoiu”, una commedia che vede la collaborazione del regista Igor Biddau e nel cui cast sarà possibile ritrovare anche Marco Bazzoni conosciuto meglio come “Baz”.

La redazione di UrbanPost ha contattato, a pochi giorni dall’uscita della pellicola prodotta dalla “3zero2Tv” lo sceneggiatore e attore Stefano Manca che ci ha raccontato l’esperienza di questo primo lavoro cinematografico dopo anni tra teatro e televisione.

Ciao Stefano, “Bianco di Babbudoiu” segna il ritorno di “Pino e gli Anticorpi” dopo un anno di distanza. Proviamo a tirare anzitutto un bilancio di questo anno da duo atipico?
“È stato un anno difficile e di adattamento perché il grosso della nostra carriera l’abbiamo fatto come trio anche se inizialmente eravamo molti di più. Diciamo che il ritorno insieme vale solo per questo film attualmente perché c’eravamo promessi di realizzare questo progetto. Se saremo ancora in tre vedremo successivamente, al momento è difficile dirlo.”

Attore e sceneggiatore: come nasce l’idea di “Bianco di Babbudoiu”?
“Ti dico la verità, il momento preciso non lo ricordo. Eravamo nella solita sala prova con altri ragazzi quando mio fratello Michele è arrivato gaudioso raccontando l’idea che gli era venuta in mente per il nostro film. Siamo partiti da una piccola bozza e adesso siamo pronti a sbarcare sul grande schermo.”

“Bianco di Babbudoiu” è una commedia con tratti ironici su eventi della vita quotidiana di ogni imprenditore: ci racconti un po’ questa pellicola come si sviluppa?
“Purtroppo è una storia drammaticamente reale del nostro paese. Tantissime aziende oggigiorno sono in piena crisi e costrette a ricorrere a prestiti in banca o, addirittura, fare i conti con gli usurai. Diciamo che nella nostra pellicola l’obiettivo è quello di creare delle caricature di questi personaggi i quali sono al limite dell’ingenuità e della stupidaggine. Sono tre imprenditori che pensano di essere magnati e organizzano convention straordinarie per una piccola azienda di venti persone. Se guadagnano 30.000€ ne spendono 60.000€ per premiare il miglior agente del mese. Insomma, tutt’altro che oculati nelle scelte di gestione.”

Proviamo a individuare il punto di rottura di questa pellicola. Qual è l’evento che scombina i piani dei tre imprenditori?
“Il film si apre con la presentazione dei tre personaggi e alcune scene in cui si testimonia l’esuberanza dietro la scrivania dei tre. Poi, però, bisogna fare i conti con la realtà e il piatto è servito dal direttore della banca a cui viene chiesto un finanziamento per l’ennesimo progetto. Dario Cassini, attore che interpreta il direttore della banca, non darà loro il finanziamento ma presenterà un conto salatissimo con un buco di oltre 500.000€ da risanare. E allora via con bugie alla madre e ricerche di soluzioni impossibili oltre a un tentativo di aiuto da parte di un usuraio che, però, verrà respinto. Prima di arrivare al vino Babbudoiu grazie a cui tutto si risolverà.”

Il trailer presenta un divertente sketch, come è nata questa idea?
“Beh, abbiamo voluto portare in scena una parte del nostro bagaglio teatrale fingendo di essere tre produttori alla ricerca di un progetto da far scritturare. Il produttore è ancora Dario Cassini che nel film è il direttore della banca e l’usuraio: in questo piccolo spezzone di video raccontiamo come il nostro sia una pellicola comica, d’amore, di ambientazione. Insomma, un po’ tutti i caratteri che contraddistinguono “Bianco di Babbudoiu”.”

Secondo te perché il pubblico deve decidere di andare a vedere “Bianco di Babbudoiu” al cinema?
“Il successo in televisione non lo dimenticheremo mai, al teatro abbiamo sempre fatto registrare ottimi numeri. Adesso, speriamo di convincere i nostri fan anche sul grande schermo: pensiamo di meritare almeno un’opportunità.”

Com’è fare cinema rispetto al mondo teatrale?

“Indubbiamente molto diverso. Il cinema non ti dà la percezione del pubblico e a tratti ti senti smarrito mentre il teatro ti consente di capire se il tuo spettacolo sta davvero soddisfacendo gli spettatori che hanno pagato per venire a vederti.”

Chiudiamo con un bilancio personale: come è cambiato Stefano da Colorado a oggi?
“Mi piace parlare sempre al plurale e devo dire che nel corso degli anni è aumentata la nostra consapevolezza perché abbiamo capito molto meglio quali sono i nostri mezzi e le modalità espressive con cui vogliamo mostrarci al nostro pubblico.

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