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Bibite corrette per esame intestino: nuovo metodo prevenzione non invasivo

I ricercatori dell’Università di Buffalo, negli Stati Uniti, hanno sperimentato un nuovo metodo non invasivo per la prevenzione della malattie intestinali: delle “bibite corrette” con speciali nanoparticelle che, una volta nell’intestino, vengono illuminate da una innocua luce laser che ha lo scopo di ‘sondare’ eventuali anomalie. I “nano-succhi” sono utili nella identificazione di patologie come la celiachia e il morbo di Crohn, per citare qualche esempio. Il risultato della ricerca, scaturito da test effettuati sui topi da laboratorio, è stato pubblicato su Nature Nanotechnology.sistema digerente

Gli scienziati hanno sviluppato le speciali bibite, che nella loro miscela contengono naftalocianine, piccole molecole colorate che assorbono la luce dell’infrarosso, collocate dentro nanoparticelle  che attraversano l’apparato digerente in maniera del tutto sicura per il paziente, arrivando fino all’intestino tenue, dove avviene il processo di assorbimento dei cibi. Colpite da innocui impulsi laser lanciati per mezzo della tomografia fotoacustica, la nanoparticelle, illuminandosi, mettono quindi in evidenza le pareti intestinali, distribuendosi tra le anse intestinali e consentendo anche di monitorare in tempo reale i movimenti peristaltici, ossia le contrazioni dei muscoli delle pareti intestinali che servono a far avanzare il cibo.

La tecnica si è rivelata essere molto sicura ed efficace rispetto ad altri metodi di indagine comunemente usati, quali ultrasuoni e risonanza magnetica. Finora, va sottolineato, il nuovo metodo di analisi è stato testato solo sui topi, ma i ricercatori lo stanno perfezionando al fine di poterlo sperimentare anche sull’uomo.

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