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Biennale College – Cinema: “Guarda in Alto”, intervista a Fulvio Risuleo e Donatello della Pepa

UrbanPost, dopo aver partecipato alla presentazione dei 12 progetti che hanno partecipato al primo workshop della 3. edizione di Biennale College – Cinema (2014-2015), a Venezia, ha intervistato il regista ed il produttore di Guarda in Alto, l’unico progetto che vede per protagonisti attivi due ragazzi entrambi italiani: Fulvio Risuleo e Donatello Della Pepa.

Guarda in Alto mira ad essere il viaggio di Teco, un giovane di 23 anni immerso tra i tetti di Roma, alla ricerca di scoprire un mondo parallelo, perché sui tetti esiste una comunità diversa da quella che vive costantemente a contatto con l’Antico, ha le sue abitudini e sceglie di seguire o trasgredire le proprie regole. Tutto lo svolgersi della narrazione del film, che Fulvio Risuleo e Donatello Della Pepa potranno rendere concreto con la Biennale di Venezia, se risulteranno tra i tre progetti selezionati, avviene in una giornata. Un giorno denso per il protagonista di Guarda in Alto, che incontra una ragazza francese sui tetti di Roma e viaggia in un altro mondo con l’aiuto della sua grande immaginazione.

Fulvio Risuleo (Regista di Guarda in Alto) e Donatello Della Pepa (produttore), quando vi siete conosciuti?

F: Ci siamo conosciti un bel po’ di anni fa. Donatello mi ha aiutato a girare i primi corti e nel tempo la nostra amicizia e collaborazione è cresciuta. Mi è sembrato normale proporgli di sviluppare insieme il mio primo lungometraggio cinematografico.

D: Ho conosciuto Fulvio quando aveva appena 15 anni. Mi fece vedere i primi cortometraggi e sperimentazioni che aveva realizzato e capii subito che aveva una personalità fuori dal comune. Decisi di aiutarlo e insieme abbiamo realizzato tanti altri progetti. Quando mi ha presentato “Guarda in Alto”, ho immediatamente accettato di produrlo, è una grande idea e un bel film.

Come vi è venuta l’idea di partecipare a Biennale College – Cinema e che cosa vi aspettavate dall’esperienza del primo workshop?

F: Un amico regista mi ha consigliato di partecipare a questo particolare college. In questo momento produttivamente così difficile è una delle pochissime occasioni in Europa per fare un film mantenendo una dignitosa libertà artistica e in più avere la possibilità di partecipare a un evento così importante come la Biennale di Venezia.

D: Conoscevo la Biennale college dalle scorse edizioni e lo ritengo un ottimo trampolino per nuovi autori, così con Fulvio abbiamo deciso che poteva essere la strada giusta per il nostro film.

Che cosa vi aspettate ora?

F: Tra un po’ ci saranno i risultati. Tre dei dodici progetti saranno finanziati e seguiti dalla Biennale College, ma anche gli altri potranno ricevere degli aiuti perché il primo interesse della Biennale è quello di creare una “comunità”  di cinema internazionale.

D: Speriamo che il nostro film rientri tra i tre finanziati! L’esperienza della Biennale college è stata veramente interessante, al di là di quello che sarà il risultato finale, tutti i progetti sono di alto livello e sarà bello vedere quali saranno realizzati e come.

Qualche domanda su Guarda in Alto

Il protagonista del vostro film è un giovane ragazzo di 23 anni che non ama il suo lavoro in panificio e decide di passare un’intera giornata sopra i tetti di Roma, alla ricerca di…?

F: Questo personaggio cerca qualcosa di diverso nella propria città e nella propria vita. Lo ottiene cambiando il punto di vista. Capisce che dietro ciò che appare “normale” e “quotidiano” c’è qualcos’altro di più profondo e più interessante, basta uccidere il fantasma della pigrizia. Teco, il nostro protagonista, cerca avventura e ha come motore una grande curiosità.

D: Si sente a disagio in ogni situazione e spesso ha bisogno di fuggire e stare da solo. Quello che non gli manca è la curiosità, suo vero motore. E’ proprio la curiosità che lo porta a fare un viaggio fuori dall’ordinario, in fuga da una normalità noiosa e senza stimoli. Gli insoliti incontri sui tetti gli fanno riscoprire la creatività che era nascosta in lui e la voglia di conoscere modi di vivere diversi.

La città di Roma è ricca di storie antiche e ogni angolo racconta qualcosa; la vita sopra i tetti, invece, no. Quale mondo parallelo si cela nella testa, o nel cuore, del giovane protagonista?

F: Se Roma è ricca di storie antiche, allora i tetti nascondono storie contemporanee. Mi va bene che questo film si possa considerare come la scoperta di un mondo contemporaneo. Alla ricerca dell’anima nascosta della città. Il giovane protagonista entra in contatto con una comunità bizzarra che vive isolata da tutto. I tetti sono il filtro di un mondo ideale.

D: La Storia… (quella con la S maiuscola) è un pesante fardello. Chi vive a Roma lo sa bene. È difficile raccontare storie nuove su sfondi antichi, così, come Teco il protagonista del film, Fulvio ha trovato il modo di vedere la sua città da un’altra prospettiva, riuscendo a mostrare allo spettatore Roma come se fosse un paese esotico.

Quanto è importante l’immaginazione nel vostro film e quanto lo sono i fumetti?

F: L’immaginazione dovrebbe essere fondamentale in qualsiasi film. Qui cerchiamo di esaltarla più possibile, provando a non creare mai immagini e situazioni facili e convenzionali. Il fumetto è fondamentale, ma non dal punto di vista strettamente “grafico” ma la storia prende spunto dall’approccio dello sguardo che tanti fumettisti hanno della vita e che poi riportano su carta. L’attenzione alle piccole cose, ai controsensi, ai personaggi strani. Credo che cinema e fumetto possano convivere bene, l’importante sta nel gestire le giuste dosi.

D: L’idea che si mostri una città “altra” dà il metro di giudizio per capire quanto conti l’immaginazione nel processo creativo di “Guarda in Alto”. Il background di Fulvio come fumettista e scrittore di storie per fumetti arricchisce perfettamente il viaggio che Teco intraprende sui tetti, dando alla storia e alle immagini quello di cui hanno bisogno.

Guarda in Alto in tre parole

F: viaggio-underground-sopra

D: scoperta-fantasia-realtà

Qual è il messaggio che volete trasmettere?

F: Il messaggio è nel titolo: guarda in alto! Il fatto che suoni come un ordine non mi dispiace affatto.

D: Di seguire il proprio istinto per cercare la felicità e guardare oltre… cioè… in alto!

Grazie.

A cura di Isotta Esposito

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