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Bilancio Ue 2014-2020 bocciato dal Parlamento Europeo

Non esiste crisi per i privilegiati occupanti del Parlamento Europeo di Bruxelles e Strasburgo. Per la prima volta, dopo complesse trattative, i governi europei si erano accordati per un timido taglio al bilancio dell’unione, pari al 3,3%, per il periodo 2014-2020.

Con la larghissima maggioranza di 506 contro 161, il Parlamento Europeo ha rigettato questo accordo. La motivazione ufficiale è che i criteri di spesa debbano essere flessibili, per spostare da una voce all’altra cifre eventualmente non spese, e la volontà di non generare deficit (nel caso, sembra di capire, l’Unione Europea non sia capace di spendere di meno).

Martin Schulz

Il Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, noto anche come il “kapò”, si fa portavoce di questa “rivolta”, sostenendo che “…è normale che i governi presentino progetti di bilancio e che i Parlamenti le accettino o meno…sono i governi a doversi guadagnare la fiducia dei Parlamenti, non il contrario…”

Il Bilancio dovrà essere approvato entro la fine dell’anno, per garantire la disponibilità delle risorse per i fondi europei. Vedremo se i capi di stato manterranno il tiepido “rigore” di bilancio, o cederanno alle pressioni del Parlamento.

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