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Bimbo morto a scuola, la maestra scrive alla madre di Leonardo: «Non troverò mai più pace»

25 ottobre 2019, chiesa di San Giovanni Battista alla Bicocca. Un silenzio assordante accompagna l’ingresso in chiesa della bara bianca del piccolo Leonardo, il bimbo morto dopo quattro giorni di agonia a causa di una caduta dalle scale avvenuta alla scuola G.B. Pirelli di via Goffredo da Bussero. Sulla vicenda indaga la Procura di Milano, ma è difficile stabilire su cui pesino le responsabilità. Il sacerdote Don Giuseppe Buraglio nei giorni scorsi, davanti alle telecamere, ha detto: «Non credo che sia stata colpa di qualcuno. È difficile per una maestra o una bidella stare dietro a tutti i bambini. Nessuno è stato abbandonato: è stata una triste fatalità, ma credo anche che sulla faccenda faranno luce i magistrati!». Intanto una delle maestre di Leonardo ha scritto una commovente lettera alla madre del bimbo, pubblicata su “Il Corriere della sera”.

Bimbo morto a scuola a Milano, la maestra scrive alla madre di Leonardo: «Non troverò mai più pace»

«Sono in treno, sto tornando a Salerno, dai miei parenti, in cerca di una pace che non troverò mai più», comincia così la dolorosa lettera della maestra Orsola. «Da venerdì non faccio che pensare a voi, a te, da mamma a mamma. Ho 47 anni, da 24 faccio questo lavoro di maestra di sostegno, il più bello del mondo, con una responsabilità enorme di cui per la prima volta nella mia vita sento tutto il peso», prosegue l’insegnante. Parole che toccano il cuore, ma purtroppo il piccolo Leonardo di 5 anni e mezzo non c’è più e nessuno potrà restituirlo a sua madre. «Passano le ore e un silenzio insopportabilmente rumoroso mi affligge il cuore. Non è niente in confronto al dolore che provate voi. Penso al tempo e vorrei poter riportare indietro le lancette. Mi sento impotente. Vorrei poterti stringere la mano e abbracciarti per unirmi al tuo pianto. Vorrei poterti consolare e toccare il tuo cuore!». 

 

«Se fosse possibile donerei la mia vita pur di riaverlo tra quei banchi della prima C»

La maestra Orsola riferisce di non essere riuscita più ad entrare in aula da giorno della tragedia. Al suo lavoro tornerà mercoledì prossimo. «Non so se ce la farò!» scrive. «Non posso credere che non vedrò più il viso di quel piccolo angelo. Se fosse possibile donerei la mia vita pur di riaverlo tra quei banchi della prima C», ha concluso l’insegnante del piccolo Leo, descritto dalla docente come un bambino “curioso, simpatico, sempre in movimento”. «Spero che il ricordo dei suoi capelli scapigliati e del suo sorriso ci accompagni per sempre sconfiggendo questo nulla che opprime tutti, in questo lutto che prima di tutto è vostro, è tuo, ma ci coinvolge tutti, profondamente», ha concluso l’insegnante, che ribadisce: «Ho svolto il lavoro più bello del mondo pieno delle gioie che solo i bambini sanno donarti. Li ho visti crescere e diventare grandi. Piccoli uomini pieni d’amore. Hanno riempito le pagine della mia vita. So che Leo, nella nostra scuola, ha vissuto ore felici». 

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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