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Biorisonanza: cos’è, a cosa serve

Chi è amante del proprio benessere, di quello dei propri cari ma anche di quello dei propri amici a quattro zampe, non può assolutamente mancare di approfondire un argomento quale è quello della biorisonanza. Ma di che cosa si tratta? Quali sono le sue funzioni? Per quali tipologie di disturbi può tornare utile la biorisonanza?

Cos’è la biorisonanza

Si tratta di un metodo terapeutico alternativo inventato da Morell e Rasche, due cognomi dai quali è stato estratto l’acronimo di moraterapia, denominazione alternativa di questa tipologia di cura naturale. Si tratta, più nello specifico, di un metodo terapeutico energetico che viene fatto rientrare nella branca più ampia della medicina olistica.

È un metodo, in particolare, che sfrutta le frequenze elettromagnetiche generate dalle cellule che costituiscono il corpo del paziente. Espresso così sembrerebbe più qualcosa di magico ed esoterico. Non si tratta affatto di questo, in quanto si tratta invece di una disciplina fondata su di una precisa teoria. Teoria sulla base della quale il corpo produce determinate frequenze di carattere energetico che possono essere sfruttate terapeuticamente, attraverso un riequilibrio delle stesse, per favorire l’autoguarigione di tutto ciò che lo compone.

Trattamenti di questo tipo vengono applicati, professionalmente, in molte strutture nel nostro paese. Una di queste è Fondo Brugarolo, uno splendido agriturismo di Charme in Brianza. Fondo Brugarolo offre, presso il proprio centro benessere, dei trattamenti di biorisonanza estremamente apprezzati dai clienti che ne approfittano per abbinare l’incredibile relax che questa struttura sa offrire con questi trattamenti specialistici.

india morto tecnico risonanza

La storia della biorisonanza

È il 1977 quando Franz Morell, medico tedesco, iniziò ad esprimere una sua teoria particolare, sulla base della quale la guarigione può essere ottenuta più che intervenendo fisicamente e chimicamente, intervenendo energeticamente. Cioè sfruttando proprio i campi elettromagnetici emessi dal corpo dello stesso paziente. Cercò di dare corpo e forma a questa sua teoria creando un macchinario di biorisonanza in grado di sfruttare proprio le oscillazioni del campo elettromagnetico del corpo umano e tradurle in impulsi che possano fornire indicazioni dal punto di vista terapeutico. Questo in quanto alcune sono patologiche altre invece no. Le prime servono da spia per indicare quali interventi terapeutici mirati adottare. Interventi che si esprimono fondamentalmente nel riequilibrio energetico, riportando alla normalità questi impulsi usciti fuori dal tracciato.

A chi potrebbe fare bene utilizzare la biorisonanza

Si tratta di una disciplina che si fonda su teorie simili a quelle che stanno alla base dell’agopuntura, con i canali energetici distribuiti in tutto il corpo e l’omeopatia. Si tratta di una terapia che sembra essere particolarmente utile per chi soffre di deficit più o meno gravi del sistema immunitario, per chi soffre di allergie di tipo alimentare, per chi è stato soggetto ad intossicazione, per combattere i virus ma anche per stimolare la cicatrizzazione delle ferite. Se pertanto soffrite di eczemi ricorrenti, di intolleranze e allergie alimentari di vario tipo, di asma bronchiale, di neurodermatite ma anche di dolori di vario genere (compresi quelli mestruali o la cefalea ricorrente) questa terapia potrebbe fare al caso vostro e potrebbe rappresentare un’ottima alternativa rispetto all’utilizzazione di medicinali non esenti da controindicazioni.

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