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Bitcoin, la valuta del futuro o un pericolo? Ecco cos’è…

Come funziona il bitcoin? Si tratta di un software peer-to-peer inventato da un misterioso Satoshi Nakamoto che in realtà è solo un pseudonimo e lanciato nel 2009. La definizione esatta è “cryptocurrency”, ossia una moneta il cui scambio avviene direttamente in rete proprio grazie all’utilizzo di tecniche di crittografia che assicurano che esista un proprietario di 1 bitcoin che può spenderlo con un’altra persona o entità soltanto una volta.

I bitcoin sono sicuri e possono essere salvatisia sul proprio computer o presso terze parti che custodiscono il denaro virtuale proprio come una banca. La caratteristica principale del bitcoin, almeno sembra, è il fatto che trattandosi di una moneta incontrollabile dai governi, non è possibile influenzare direttamente il suo valore, che nel Novembre di quest’anno era arrivato a 540 dollari.

Nelle ultime settimana infatti, il valore del bitcoin ha oscillato molto fino a che il Governo Cinese non ha ordinato a agenzie di pagamento terze, che forniscono i servizi di custodia e di scambio per la moneta virtuale, di fermare qualsiasi tipo di servizio collegato al bitcoin. Nonostante l’ordine sarà operativo a Gennaio, il valore del bitcoin è sceso del 50%. A questo va aggiunto il fatto che non è semplicissimo per le aziende che sfruttano il bitcoin tornare indietro ad un conto bancario tradizionale.

La realtà dei fatti è che esiste un limite alla generazione di nuovi bitcoins che è legato agli algoritmi. Il costo di nuovi bitcoins aumenta per definizione in relazione ai beni e servizi acquistabili. Se l’offerta cresce ci sarà meno cash in relazione alla disponibilità di acquisti. Oltre a ciò il bitcoin è difficile da tracciare e facile da nascondere come una cassaforte di diamanti. Soldi facili da trasportare per riciclare denaro di dubbia provenienza.

Se molti investitori adorano il bitcoin (è notizia di pochi gioni fa che Overstock accetterà il bitcoin dalla seconda metà del 2014), il principale nemico sono proprio le banche che non accettano la gestione di questo tipo di transazioni. Troppa poca sicurezza anche da parte di chi regola l’economia, che non vuole vedere mercati neri e clandestini emergere o addirittura trovarsi a combattere transazioni per scopi illegali come la droga o la pedofilia.

Troppe minacce adombrano l’uso del bitcoin. Pur considerando le buone intenzioni, la rapidità del pagamento – basta avere l’indirizzo bitcoin del ricevente, un come PayPal – e l’efficacia del peer-to-peer, il Bitcoin nasconde insidie innegabili. La vera questione da porsi però è se il Bitcoin non rappresenti l’inizio di una nuova era a prescindere dai problemi attuali. Magari non sarà questo il sistema un pò come Altavista non è stato il motore di ricerca che si è affermato o come MySpace non è stato il social network che ha spopolato.

Ecco un interessante video di qualche tempo fa che parla dell’argomento:

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