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Bleed Film Recensione: la folle ripresa di Vinny Pazienza, più forte del destino

È uscito nelle sale cinematografiche italiane mercoledì 8 marzo 2017 e, complice il Cinema2Day, Bleed il film sembra aver riscosso essenzialmente un discreto successo al botteghino. Una notizia che fa comodo di questi tempi. Specie se non si tratta di un titolo inflazionato e in voga. Nei giorni in cui stentano a decollare pellicole di maggior rilievo, Bleed – Più forte del destino sembra conquistare l’attenzione degli spettatori. Primo assunto: non parliamo di una pellicola che ricorderemo nei secoli dei secoli. Secondo appunto: la produzione esecutiva di Martin Scorsese è un punto a favore del ‘perché vada visto.’ Terzo appunto: il cast è perfetto per questo genere di film. Sì, perché Bleed rientra a pieno titolo in quel genere cinematografico capace di avere una sua ‘nicchia’ di pubblico: il pugilato è sempre stato visto come uno sport “nobile” per il mondo del cinema. Dai successi di Rocky Balboa al recente Creed. E Bleed – non un film capace di raggiungere tali vette sia chiaro – può inserirsi senza alcun problema in un ‘film da vedere’.

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Bleed Film: la trama

Qual è la trama della pellicola realizzata da Ben Younger e prodotto da Martin Scorsese? Dopo che un grave incidente lo lascia quasi paralizzato, costringendolo a vivere con un esoscheletro simile ad un collare fissato direttamente sulle ossa del cranio, la carriera del campione del mondo della boxe Vinny Pazienza sembra finita. Tuttavia, sotto la guida dell’ex pugile Kevin Rooney e contro il parere di tutti, Vinny comincia un duro allenamento con l’intenzione di tornare sul ring e riprendersi il titolo mondiale.

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Bleed Film recensione: i personaggi

Cosa ci è piaciuto di Bleed – Più forte del destino? Anzitutto la bravura dei tre attori protagonisti. Ritroviamo Miles Teller, già ammirato in un ruolo molto simile in Whiplash (regia Damien Chazelle). E anche questa volta la sua interpretazione non delude. Al suo fianco, nel corso dell’evoluzione della trama, il regista (Ben Younger) pesca dal mazzo un’altra icona della cinematografia di genere: Aaron Ekchart. Ruolo di allenatore, caratteri tipici di chi deve riscattarsi: amante della bottiglia, una vita familiare complessa alle spalle. Certo, ci vorrà qualche minuto per riconoscere Aaron: in Bleed lo troverete con qualche chilo di troppo e una stempiatura inedita. Terzo protagonista, il cui ruolo è significativo nello sviluppo della trama, è Ciaran Hinds nel personaggio di Antonio Pazienza. Il padre sempre pronto a incoraggiare Vinny nel suo folle modo di gareggiare che, dopo l’incidente del figlio, non avrà neanche il coraggio di seguirlo sul ring per paura che possa perderlo per sempre. Nel doppiaggio italiano il personaggio di Hinds ha l’onore di essere doppiato da Stefano De Sando.

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Bleed Film recensione: cosa ci è piaciuto

Altro punto a favore di Bleed – Più forte del destino? La trama è avvolgente per chi apprezza il genere cinematografico. Lungo le due ore di lungometraggio la pellicola non stacca mai gli occhi di dosso da Vinny Pazienza. Non si lascia spazio al contesto, non si approfondiscono gli altri personaggi. Non si scava fino in fondo per capire quali siano i problemi di Kevin Rooney. Non si prendono in esame le sfumature della famiglia di Paz. L’unico personaggio che davvero interessa – come dovrebbe essere corretto in un biopic movie – è Vinny Pazienza. Miles Teller non delude le aspettative ed entra a pieno nel personaggio. Ironia, superbia, determinazione. Gli ingredienti di Vinny messi in risalto in Bleed – Più forte del destino.

Bleed Film recensione: punto a sfavore

Cosa non ci è piaciuto di Bleed – Più forte del destino? Come tutti i film biografici si tende troppo all’esaltazione del personaggio. La storia differisce rispetto alla realtà – come potrete scoprire se vedrete Bleed – la fotografia e i piani sequenza lasciano parecchio a desiderare. Un consiglio? Non uscite dalla sala dopo il primo titolo di coda.

 

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