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Blue Whale a Le Iene: cos’è, le regole e come è nato il sadico gioco che porta al suicidio

Durante la puntata di ieri sera de Le Iene è stato il servizio sulla Blue Whale Challenge quello ad aver colpito maggiormente gli spettatori, soprattutto quelli che hanno figli adolescenti. La iena Matteo Viviani ha infatti presentato un servizio sul “gioco”, sulla “sfida”, che nell’ultimo anno avrebbe portato ben 157 giovani russi a suicidarsi. La Blu Whale infatti è una sfida che raccoglie i giovani “concorrenti” sul web e che li esorterebbe a fare giochi sempre più pericolosi fino ad incitarli ad suicidio buttandosi da un palazzo. Lo scopo del gioco infatti sarebbe arrivare a dimostrare di avere tanto fegato da togliersi la vita mentre amici e altri concorrenti filmano quanto sta succedendo.

Quanto sarebbe accaduto negli ultimi anni si chiama Blue Whale, in riferimento a quanto accade quando le balene di spiaggiano. I grandi cetacei che perdono “la bussola” infatti si arenano in spiaggia e muoiono. Allo stesso modo le regole del gioco della Blue Whale esorterebbero a far perdere ai ragazzi che stanno gareggiando la bussola fino a buttarsi da un palazzo per dimostrare di poter vincere questo macabro gioco. Tutto sarebbe iniziato in Russia dove negli ultimi anni il numero di suicidi adolescenziali con questa metodologia sarebbe aumentata ma diversi sono i Paesi in cui questa follia sta dilagando: dalla Gran Bretagna al Brasile, dalla Spagna al Messico.

Blue Whale: le regole che portano al suicidio

A lanciare questo sadico gioco sarebbe stato Philipp Budeikin, 21enne studente di psicologia, che ha ideato Blue Whale e che ha iniziato a lanciare la sfida a diversi adolescenti tramite un gruppo virtuale. Ovviamente le regole per partecipare erano estremamente ferree: nessuno doveva rivelare ai genitori o a un adulto di aver accettato questa sfida, pena minacce di morte a se stesso e alla propria famiglia ma anche diffamazioni e abusi virtuali sui social network.

Ben 50 gli incarichi che l’amministratore del gioco avrebbe dato ai ragazzi che hanno accettato la sfida; si inizia con compiti “semplici” come guardare un film horror al buio da soli, fino all’autoflagellazione o all’incisione sul proprio corpo di una balena. E alla fine l’ultima, folle, sfida: buttarsi da un palazzo alto abbastanza per morire, farsi filmare mentre si compie l’ultimo gesto e annunciarlo sui propri social network con una balena azzurra o con la parola “fine”.

L’ideatore di Blue Whale: “Li ho spinti al suicidio per purificare la nostra società”

Nel frattempo, fortunatamente, l’ideatore di Blue Whale è stato arrestato dalle forze dell’ordine russe ma il giovane ha sottolineato: “Non sono pentito di ciò che ho fatto, anzi: un giorno capirete tutti e mi ringrazierete”. Fredde e macabre le dichiarazioni di Dudeikin durante l’interrogatorio: “Ci sono le persone e gli scarti biologici. Io selezionavo gli scarti biologici, quelli più facilmente manipolabili, che avrebbero fatto solo danni a loro stessi e alla società. Li ho spinti al suicidio per purificare la nostra società”; ha poi sottolineato come riporta Leggo.it: “Ho fatto morire quelle adolescenti, ma erano felici di farlo. Per la prima volta avevo dato loro tutto quello che non avevano avuto nelle loro vite: calore, comprensione, importanza”.

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