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Bluvertigo al Carroponte: Sesto invasa di fan, frecciatina di Morgan agli Afterhours

Non è facilissimo restituire la serata di ieri, al Carroponte, quando i Bluvertigo sono saliti on stage – dopo anni di carriere separate – regalando più di due ore di musica ai propri ospiti ed estimatori. Notevole e corposa affluenza di fan che, a giudicare dalla preparazione solida derivante dal conoscere a memoria anche i primissimi pezzi risalenti ad Acidi e Basi, primo disco del gruppo, dimostrano quanto i Bluvertigo e la qualità dei loro tre dischi siano ben più forti “dell’effetto X Factor”.

bluvertigo al carroponte

Morgan, Andy, Livio e Sergio ma anche Megahertz e Marco Pancaldi – vecchia conoscenza e parte della band agli esordi al posto di Magnini – hanno scelto di conferire al concerto un mood assai rock all’esecuzione senza disdegnare comunque la forte componente elettronica sapientemente orchestrata da nostro signore dei sintetizzatori Andy – Andrea Fumagalli. Va riconosciuta a Morgan la capacità, dopo anni vissuti soltanto come “Morgan”, di essere stato capace di rientrare perfettamente nello spirito di condivisione del palco che suonare in una band comporti; chi si aspettava atteggiamenti da primadonna è rimasto sicuramente deluso. A proposito dell’alto livello dei musicisti sul palco una nota di merito assoluta va a Sergio Carnevale che si riconferma (come le sue collaborazioni con altri musicisti di grande talento negli ultimi anni raccontano) probabilmente il miglior batterista italico della sua generazione.

Qualche problemino tecnico e la solita tentazione di Morgan di fare più attenzione all’esecuzione musicale rispetto al cantato hanno creato qualche vertigine e “bucato” un po’ di attacchi, Andy cerca di recuperare in corner le frasi saltate o dimenticate non riuscendo sempre nell’intento. Va detto, però, che quando Morgan decide di cantare non sbaglia un colpo, non sbava minimamente mostrando un controllo e una tecnica per nulla scontati considerando la miriade di strumenti che suona senza posa in maniera eccellente. Il problema è che non sai mai se e quando deciderà di cantare tutto. Si apre con Il Nucleo, si chiude con Fuori dal tempo, puntualissimi a mezzanotte spaccata. In mezzo tante e belle canzoni dei Bluvertigo: bella l’esecuzione di Troppe emozioni che Morgan annuncia ricordando quando, nel lontano ’93, nella sua cantina la suonò con Carnevale per la prima volta. Non lesinano i pezzi più noti fra cui Zero, Altre forme di vita, La Crisi, L’Assenzio, Lsd, Cieli neri, Sovrappensiero e Complicità ma forse danno il meglio con Decadenza e la già citata Troppe emozioni.

Ad un certo punto Morgan, che aveva tenuto un profilo ineccepibile per tutto il concerto, chiede al pubblico: “Vi state forse annoiando come ai concerti degli Afterhours?“.
Sigarette, Red Bull, basso, tastiere e Morgan, sulla destra Andy, sulla sinistra Livio, alle spalle la batteria e Sergio; davanti a loro una platea di trentenni che negli anni Novanta hanno tratto dai Bluvertigo sommo piacere. C’eravamo per quello, ben consci delle insidie dei paragoni con gli anni gloriosi: la verità è che restano tre dischi e uno stile pazzesco che pongono i Bluvertigo avanti anni luce rispetto alla media della musica che Mtv ci proponeva quotidianamente. Non è stato un concerto perfetto, però è stato bello.

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