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Bohemian Rhapsody 40 anni dopo: così Freddie Mercury si comprò l’immortalità

Quarant’anni fa nasceva quella che per molti è considerata la canzone del secolo: Bohemian Rhapsody. La celebre band inglese Queen pubblicò lo storico brano il 31 ottobre 1975, inserita nel loro quarto album dal titolo A Night at the Opera. Fu il frontman del gruppo, l’indimenticabile Freddie Mercury, a scrivere Bohemian Rhapsody, unica nel suo genere poiché a differenza di tutti i brani precedenti dei Queen non aveva un ritornello bensì differenti temi principali: un’introduzione cantata a cappella, un segmento in stile ballata che termina con un assolo di chitarra, un passaggio d’opera e una sezione di hard rock.

Estratta come primo singolo dall’album dei Queen A Night at the Opera, il brano scalò subito le classifiche musicali britanniche nelle quali rimase per moltissime settimane. Bohemian Rhapsody, grazie agli eccezionali risultati ottenuti, è divenuto il terzo singolo più venduto di sempre nel Regno Unito. Ad aggiungere storicità a questo indimenticabile brano, nel 2004 la rivista musicale statunitense Rolling Stone ha collocato il brano al 166º posto della sua lista delle 500 migliori canzoni.

Il titolo stesso del brano, Bohemian Rhapsody, rappresenta l’originalità per l’epoca, come per oggi, del brano simbolo dei Queen. La canzone, che attraverso i diversi temi musicali rappresenta gli stati d’animo che ognuno affronta nella propria vita, è tra le più lunghe scritte per l’epoca: la durata infatti è di 5 minuti e 56 secondi. Proprio questa sua caratteristica aveva reso dubbiosa la casa discografica della band che avrebbe preferito dividerla in due parti: solo dopo un passaggio in radio “clandestino” e il successo che ne è derivato nel pubblico ha avuto inizio la storia di questo brano senza tempo.

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