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Bolivia, Che Guevara: ad ucciderlo a sangue freddo fu un militare boliviano, non un agente Cia

Il quotidiano spagnolo El Mundo, dopo oltre un anno di ricerche in Bolivia di due suoi inviati, Ildefonso Olmedo e Juan José Toro, è riuscito nella impresa storica di intervistare Mario Teràn Salazar, il sergente boliviano che uccise il mito dei rivoluzionari di tutto il mondo, Che Guevara. Fino ad oggi, Felix Rodriguez, di Miami, ex agente della Cia, si era attribuito il merito di avere causato la morte del comandante argentino, poiché il militare boliviano sorteggiato per sparare al Che non ne avrebbe avuto il coraggio.

I due giornalisti spagnoli invece, sono riusciti a ricostruire l’esatta dinamica dell’esecuzione, avendo avuto accesso tra l’altro, al verbale che lo stesso sergente boliviano compilò per i suoi superiori. Che Guevara fu catturato l’8 ottobre 1967 a La Higuera, località sperduta del sudest boliviano e giustiziato il giorno seguente.

Nel rapporto ufficiale il sergente Salazar racconta: “Il Che cadde a terra con le gambe sfracellate, cominciò a contorcersi e iniziò ad uscire moltissimo sangue, mi rianimai e sparai la seconda raffica, che raggiunse il Che ad un braccio, ad una spalla e al cuore”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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