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Bologna news: follia ultras nell’amichevole con lo Spezia, interviene Tacopina

Brutto episodio ieri nei minuti che hanno preceduto l’amichevole tra Bologna e Spezia, test pre campionato giocato nel ritiro di Castelrotto dove gli emiliani si stanno preparando alla prossima stagione di Serie A; prima del triplice fischio infatti, gli ultras del Bologna e quelli dello Spezia si sono scontrati nella zona tra il campo di gioco e il Fan Village allestito dalla società emiliana per i supporter e per i bambini.

Il tutto sarebbe nato poiché i tifosi del Bologna non avrebbero voluto pagare l’ingresso per assistere all’amichevole; una volta superati i controlli in modo forzato sarebbero entrati in contatto con i supporter liguri: a quel punto è iniziata la baraonda, con entrambe le parti che si aggredivano con bastoni, coltelli e anche con il lancio di sassi. Addirittura sarebbero stati fatti volare i giocattoli destinati ai bambini, con questi ultimi increduli e in lacrime che chiedevano di essere portati via da quell’inferno.

Il Bologna ha condannato subito l’accaduto, con il presidente Joe Tacopina che ha affidato ad un comunicato ufficiale comparso sul sito della società tutto il suo disappunto; di seguito vi riportiamo le parole dell’avvocato newyorkeseAmiche e amici di Bologna, appassionate e appassionati di calcio, siamo rimasti colpiti da quello che è accaduto prima della partita fra Bologna e Spezia. In questi mesi abbiamo lavorato senza risparmio su un’idea: il calcio può dar vita a una bella idea di comunità. Attraverso il calcio possiamo rendere più piacevole la nostra vita e possiamo tentare di alleviare i problemi che la quotidianità ci riserva. Il calcio forse non ci renderà più felici, ma può renderci più consapevoli che l’essenza della vita è stare insieme. Creare comunità significa infatti che i nostri problemi, se condivisi, saranno più lievi e le nostre gioie, se vissute l’uno accanto all’altro, ancora più intense. A Castelrotto abbiamo visto bambini e famiglie fuggire mentre ci si picchiava con bastoni e coltelli. Abbiamo visto un luogo di divertimento come il Bologna Fan Village trasformato in un’arena per difendersi o attaccare. Non crediamo a una comunità di moralisti, dove qualcuno prescriva dall’alto come comportarsi. Ma crediamo profondamente nel rispetto che genera condivisione delle emozioni e dei sentimenti. E che cosa c’è da condividere nell’atteggiamento di gruppi che si riconoscono e si sfidano a colpi di coltello e di bastone? Non si prova tristezza nel vedere quei bambini scappare e il campo di calcio vuoto? Abbiamo vissuto mesi importanti e ci siamo abbracciati, piangendo, per la felicità di una promozione che ci proiettava nel mondo dei sogni. Ora il nostro impegno deve essere quello di rispettare i sogni che abbiamo fatto sbocciare. Ciascuno di noi porti serenità e parli a chi mostra ostilità o indifferenza. Tutti devono avere la possibilità di vivere il calcio come una festa. Le istituzioni ci daranno una mano, perché sanno quanto può perdere Bologna da fatti del genere. Bologna è e sia sempre luogo di gusto e di bellezza, ovunque nel mondo porti i suoi colori e i suoi simboli. Ma se uomini, donne e ragazzi sono costretti a scappare allora non c’è bellezza e non c’è futuro. Il nostro club, perciò, vigilerà compatto e deciso. Nessuno dovrà più provare paura, nessuno rovini il nostro modo di stare insieme, figlio della cultura della nostra città”.

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