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Bologna, i portici patrimonio dell’UNESCO: hotel e ristoranti per godersi colori e sapori dell’Emilia

Che cosa fa rima con Bologna? Il capoluogo dell’Emilia-Romagna, oltre ad essere conosciuto per le torri, i tortellini, la mortadella, l’università…è da sempre sinonimo di “portici”.

Chi non ha ancora visitato la città “dotta e ghiotta”, si regali una gita primaverile per scoprirne le strutture architettoniche di pregio e concedersi qualche rilassante passeggiata tra i portici della città: stiamo parlando della bellezza di 38 chilometri di portici, così tanti da far sì che nessun’altra città – in Italia e al mondo – la possa battere. I portici di Bologna, candidati come patrimonio mondiale dell’Unesco, sono lo spazio urbano che più di ogni altro contraddistingue la fisionomia di Bologna, sia per il valore artistico culturale, sia per il significato comunitario e antropologico che veicolano.

Vediamo allora di conoscere più da vicino la storia dei portici di Bologna, imparandoli ad apprezzare anche come luogo di socialità e di incontro. La tradizione dei portici affonda le radici nel Tardo Medioevo, quando per fra fronte al crescente aumento della densità abitativa in città si tentò di aumentare la cubatura della case ampliando i piani superiori delle abitazioni che vennero sostenuti da sporti in legno e mensole dette “beccadelli”. Per evitare che queste strutture crollassero, con il tempo emerse l’esigenza di costruire delle colonne di sostegno da terra, che diedero origine ai primi portici in legno (in seguito convertiti in pietra o laterizio).

Siete curiosi di conoscere i portici più famosi di Bologna? Il portico più alto della città risale al 1293 e con il suo loggiato sfiora i 10 metri: per ammirarlo recatevi presso il palazzo arcivescovile di via Altabella, in pieno centro storico. Il portico più largo è il quadriportico della basilica di S.Maria dei Servi in Strada Maggiore, mentre il più stretto – di appena 95 centimetri – si trova in via Senzanome, nei pressi di via Saragozza. Chi vuole rimanere nei pressi del centro storico, non perda l’occasione di ammirare il celebre “Pavaglione” (il portico della dell’Archiginnasio) e ne approfitti per regalarsi una piacevole sosta culinaria: Tamburini, l’antica salsamenteria bolognese di via Caprarie, è la location migliore per assaporare crescenta e affettati di tutto rispetto, da innaffiare con etichette locali e non, sempre di ottima qualità. Non distante dal tribunale della città c’è anche l’Osteria al 15 (via Mirasole 13) dove potrete ordinare le crescentine e le tigelle più buone del centro storico, anch’esse da abbinare a salumi e formaggi, oppure cedere alla tentazione di un (abbondante) piatto di lasagne o tagliatelle al ragù. Il tutto mantenendo con un occhio di riguardo al portafoglio.

Siete fan del trekking urbano? UrbanPost vi consiglia un percorso suggestivo che dal centro storico vi permetterà di raggiungere nel giro di un’ora e mezza il Santuario della Madonna di San Luca, tradizionale meta turistica amata tanto dai pellegrini quanto dagli studenti (vedi foto sottostante). Per capire quanto sia importante il portico di San Luca per tutta la cittadinanza, basti pensare che per il suo restauro è stato avviato un progetto di crowdfunding che ha già portato alla raccolta di quasi 340mila euro.

Ecco il percorso da seguire per raggiungerlo: dal centro storico dovete prendere via Massimo d’Azeglio, svoltare in via de’ Carbonesi, scendere in via collegio di Spagna per arrivare in via Saragozza: alla fine della lunga via vi ritroverete nei pressi dell’Arco del Meloncello, da dove parte il porticato di San Luca, famoso per essere il più lungo al mondo: 3,5 chilometri di portici che si snodano attraverso 666 archi, in un inedito percorso caratterizzato da punti di fuga e variazioni prospettiche, che conducono, infine, alla visione del santuario costruito da Carlo Francesco Dotti tra il 1723 e 1757. Stanchi? Nei pressi della basilica, in via Monte Albano 5, c’è il ristorante da Vito pronto a soddisfare i palati più esigenti servendo piatti tipici della tradizione bolognese, oltre a offrire un ricco assortimento di pizze.

Chi vuole soggiornare qualche giorno a Bologna, consideri come sistemazione il Nuovo Hotel del Porto, nell’omonima via, situato in una posizione strategica a metà strada tra la stazione e Piazza Maggiore o il 4 Viale Masini Design Hotel, con le sue camere ultra moderne e confortevoli. La tariffa più competitiva? È quella offerta dagli appartamenti Zer051 Bologna Apartments di via Matteotti 40, non distanti dal centro storico: il prezzo è di 60 euro a notte per un monolocale di 36 metri quadrati.

Bologna portici idea di viaggio

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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