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Bologna tortellini al pollo, è scontro tra Lega e Curia: «Un affronto alle nostre tradizioni»

In occasione della festa patronale di San Petronio, a Bologna, è stato deciso un menù diverso dal solito: tortellini al pollo. Si tratta di un’iniziativa organizzata dall’Arcidiocesi della città per far partecipare più gente possibile alla cena. E’ stato definito: il ripieno dell’accoglienza, ma non tutti hanno gradito. In prima linea contro questa proposta c’è il segretario nazionale della Lega Matteo Salvini che ha definito l’iniziativa «Un affronto alle nostre tradizioni».

tortellini pollo bologna

Bologna tortellini al pollo: un affronto!

Si è scatenata una polemica per la festa del patrono a Bologna. E’ uno scontro aperto tra il partito della Lega e la curia della città. «È come dire che per rispetto il vino rosso in Umbria deve essere fatto senza uva. vi rendete conto che stanno cercando di cancellare la nostra storia, la nostra cultura?», sono le parole con cui ha aperto il suo discorso Salvini. Questa dichiarazione non è stata affatto vista di buon occhio Arcidiocesi di Bologna, che nel pomeriggio ha risposto attraverso un comunicato stampa.

«È sorprendente che una fake news sia utilizzata per confondere bolognesi e italiani e tanto più che una normale regola di accoglienza e di riguardo verso gli invitati sia interpretata come offesa alla tradizione. Infatti la preoccupazione è che tutti possano partecipare alla festa, anche chi ha problemi o altre abitudini alimentari o motivi religiosi. Alcune polemiche e strumentalizzazioni non sono accettabili neanche in campagna elettorale.L’organizzazione ha previsto che accanto ai quintali di tortellini conformi alla ricetta depositata, siano preparati pochi chili senza maiale per chi non può mangiarne per diversi motivi».


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L’opinione pubblica è divisa

Nella nota è specificato che l’arcivescovo Zuppi non era al corrente di questa proposta. L’iniziativa è partita dal Forum delle famiglie dell’Emilia Romagna che quest’anno si concentra sul tema accoglienza e ha individuato nel tortellino un simbolo. Da lì l’idea di guarnirlo con ripieno di pollo per una ricetta che non sostituisce quella classica, ma diventa un’alternativa per chi non può o non vuole consumare carni di maiale. La questione ha diviso molto l’opinione pubblica.

Il regista Pupi Avati si è dimostrato molto critico. Romano Prodi sembra più aperto all’idea: «Le nostre tradizioni sono di libertà, se Salvini dice che con la libertà si offendono le tradizioni… L’importante è che la variabile non sia obbligatoria». Per Yassine Laframe, presidente dell’Unione comunità islamiche, la polemica è ridicola e quanto proposto va nella direzione di avvicinare le diverse comunità. L’associazione delle Comunità del mondo arabo in Italia, invece, sostiene come non si faccia integrazione con i tortellini, ma ognuno debba essere custode della propria cultura.

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