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Bolzano, truffa da 30 milioni: arrestato monsignore, sequestrata villa del ‘400

Maxi truffa da 30 milioni ai danni di circa 300 persone; questa una parte dell’accusa contestata a monsignor Patrizio Benvenuti, prelato di origini argentine, arrestato dalla Guardia di Finanza di Bolzano nell’ambito di un raggiro multimilionario che coinvolgerebbe principalmente persone residenti all’estero. L’alto prelato è finito in manette mentre stava per imbarcarsi su un volo diretto alle Canarie.

Le indagini sono state avviate in seguito alla denuncia di una donna, collaboratrice di Don Benvenuti ed ex suora, che avrebbe ricevuto a casa sua alcuni documenti relativi a movimenti bancari per centinaia di migliaia di euro. Il monsignore raccoglieva apparentemente soldi per la fondazione umanitaria Kepha, anche se in realtà i liquidi finivano altrove, attraverso un sistema di riciclaggio che coinvolgeva persone e società con sede in Francia, Belgio, Svizzera, Lussemburgo, Stati Uniti e Italia.

Sotto sequestro in via preventiva sono finiti anche la lussuosa Villa Vittoria, immobile sede della fondazione del valore di 8 milioni di euro situata a Piombino, un sito archeologico inserito nel parco di Triscina di Selinunte, una villa in Corsica, alcuni immobili e terreni a Poppi (Arezzo) e un’altro immobile in provincia di Rieti. Indagato anche l’affarista francese Christian Ventisette, 54 anni, per cui è stato emesso un mandato di cattura internazionale.

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