in

Bonus Bebè 2019, non ci sarà? Ecco le ultimissime e come potrebbe funzionare

Bonus bebè senza proroga scomparirà. “Il precedente governo l’aveva prevista come misura a termine, destinata a cessare alla fine di quest’anno” spiega il ministro per la Famiglia e le Disabilità Lorenzo Fontana, aggiungendo che “è in predisposizione”, però, “un emendamento governativo”. “La misura – spiega il ministro leghista – ha richiesto una più attenta verifica sulla sua operatività ed efficacia, all’esito della quale si è deciso di presentare, sin dalla Camera, un emendamento governativo che miri a tenere conto e a superare talune inefficienze che erano emerse nella precedente versione”. “Il governo dei parolai stoppa anche il bonus bebè” attacca su Twitter Maurizio Martina. “In un Paese, dove la natalità è una vera emergenza, noi daremo battaglia per riconfermarlo #ladridifuturo”.

Bonus Bebè 2019 requisiti: chi può far domanda

La domanda può essere presentata dal genitore che abbia: cittadinanza italiana, di uno Stato dell’Unione europea o permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo o carta di soggiorno per familiare di cittadino dell’Unione (italiano o comunitario) non avente la cittadinanza di uno Stato membro o carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro di cui all’articolo 17, decreto legislativo n. 30/2007. Ai fini del beneficio ai cittadini italiani sono equiparati i cittadini stranieri aventi lo status di rifugiato politico o lo status di protezione sussidiaria. E ancora, requisiti sono la residenza in Italia; la convivenza con il figlio (figlio e genitore richiedente devono essere coabitanti e avere dimora abituale nello stesso comune); ISEE del nucleo familiare del richiedente (o del minore se fa nucleo a sé perché affidato) non superiore a 25.000 euro al momento di presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio.

Come funziona il Bonus Bebè 2019

La domanda deve essere presentata entro 90 giorni dalla nascita oppure dalla data di ingresso del minore nel nucleo familiare, a seguito dell’adozione o dell’affidamento. Se l’assegno non può più essere concesso al genitore richiedente (perché, ad esempio, decaduto dalla potestà genitoriale o perché il figlio è stato affidato in via esclusiva all’altro genitore), ricorda l’Istituto di previdenza, si può “subentrare nel diritto all’assegno presentando una nuova domanda entro 90 giorni dall’emanazione del provvedimento del giudice, che dispone la decadenza dalla potestà o l’affidamento esclusivo all’altro genitore”. In caso di decesso di chi lo ha richiesto, “prosegue a favore dell’altro genitore convivente col figlio“, fornendo all’Inps gli elementi necessari per la prosecuzione entro 90 giorni dalla data della morte. In ogni caso, “se la domanda è presentata oltre i 90 giorni, l’assegno decorre dal mese di presentazione della domanda”.

Bonus Bebè 2019: quale importo?

La misura dipende dall’ISEE minorenni del minore per il quale si richiede l’assegno: con indicatore inferiore ai 7.000 euro, per esempio, è di 1.920 euro. Tra 7.000 e 25.000 euro annui, invece, la misura è di 960 euro. Il pagamento mensile è effettuato dall’Inps direttamente al richiedente tramite bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata con IBAN intestati al richiedente. “Il pagamento dell’assegno è effettuato a partire dal mese successivo a quello di presentazione della domanda. Se la domanda è stata presentata nei termini di legge (entro i 90 giorni) – si legge sul sito dell’Istituto – il primo pagamento comprende anche l’importo delle mensilità maturate fino a quel momento”.

Seguici sul nostro canale Telegram

Microsoft offerte di lavoro: nuove assunzioni in Italia e nel resto d’Europa

Avvocato di Strada Onlus Rimini: lo sportello festeggia un anno di attività