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Bonus Renzi di 80 euro addio? Le alternative possibili al vaglio del Governo

Novità importanti in arrivo per il 2020. Secondo quanto anticipato dal Ministro dell’Economia Giovanni Tria il Bonus di 80 euro, introdotto da Matteo Renzi e confermato dalla Legge di Bilancio per il 2019, potrebbe presto sparire dalla busta paga. «Nell’ambito della riforma fiscale gli 80 euro saranno riassorbiti. L’introduzione degli 80 euro da parte del governo Renzi fu una decisione sbagliata, anche tecnicamente fu un provvedimento fatto male e anche il precedente governo cercava di cambiarlo!», ha affermato il titolare del tesoro, ospite giorni fa ad Agorà, su Rai3.

Bonus Renzi addio: la proposta di Giovanni Tria sgradita ad alcuni

L’idea di Giovanni Tria di rimuovere il bonus Renzi ovviamente ha suscitato parecchie ostilità nell’opposizione. Per Maria Elena Boschi, così facendo il governo, infatti, non si fa altro che togliere soldi «a 10 milioni di italiani che da 5 anni sono stati aiutati dal Governo Renzi». Dello stesso avviso l’europarlamentare Pd Nicola Danti: «Ecco la nuova idea del governo Lega-5 Stelle: abolire gli #80euro per pagare le loro folli promesse elettorali!». Posizione netta quella di Maurizio Martina che su Facebook ha scritto: «Il ministro Tria sostiene che gli 80 euro a 10 milioni di lavoratori sotto i 1400 euro al mese di stipendio si possono cancellare per fare la Flat tax a vantaggio dei ricchi. Si preparano a togliere ai redditi medio-bassi per avvantaggiare i redditi alti: è il governo dei Robin Hood al contrario. È il governo dei condoni e degli occhi chiusi sull’evasione fiscale che ora per finanziare la Flat tax è disposto a mettere le mani in tasca ai lavoratori dipendenti!». 

Il Bonus Renzi di 80 euro: come cambierà?

La domanda però è: come cambierà il Bonus Renzi di 80 euro? Al vaglio tre ipotesi diverse. La prima è che gli 80 euro, che costano allo Stato circa 10 miliardi l’anno, siano impiegati per l’eventuale flat tax. In questa maniera per chi guadagna fino a 26mila euro l’anno, gli effetti del taglio dell’Irpef saranno parzialmente compensati proprio dalla scomparsa degli 80 euro. La seconda ipotesi, è quella invece di trasformare gli 80 euro in una detrazione fiscale. In tal caso il bonus non figurerebbe più come una spesa per lo Stato, ma come una minore entrata. Come si legge su il Corriere della Sera, il bonus Renzi diventerebbe così «una delle detrazioni e deduzioni alle quali sarà affidata la progressività dell’imposizione fiscale con il regime della flat tax». Terza e ultima ipotesi, secondo quanto rivelato qualche giorno fa dalla Stampa, è impiegare i i soldi del bonus Renzi per disinnescare seppur parzialmente le clausole di salvaguardia dell’Iva. Al momento la legge di bilancio ha confermato il bonus Renzi, che continua ad essere calcolato sulla base di 12 mensilità in base al reddito.

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