in

Boomerang Kids: i bamboccioni americani

Paese che vai, usanze che trovi” recitava un vecchio e saggio detto popolare. Peccato, però, che in periodi di crisi le usanze si globalizzano proprio come è accaduto per internet e i mercati internazionali.

bamboccioni (1)

E così, i “bamboccioni” come li definì l’allora Ministro dell’economia Padoa Schioppa (seguito a ruota da illustri colleghi, che tanto hanno fatto per la nostra povera Nazione) non sono più una caratteristica italiana. A fare, infatti i conti, con questa amara realtà è addirittura la città di New York, centro nevralgico dei mercati e dell’economia nazionale ed internazionale, dove nei bar è possibile vedere i figli dei funzionari d’ambasciata fare i camerieri per pagarsi gli studi o la retta al college, e iniziare a formarsi le ossa.

A scriverlo è il New York Daily News, autorevole giornale della Grande Mela che, citando i risultati di uno studio condotto dall’agenzia immobiliare Coldwell Banker sul calo degli affitti, ha messo in evidenza come molti giovani tra i 18 i 25 anni, superati i sacrifici fatti dai propri genitori per mantenerli al college, non riescono a trovare un lavoro adeguato che permetta loro di pagare le costosissime pigioni ai padroni di casa. Affitti che, in zone come l’ambita Manhattan, arrivano fino alla incredibile cifra di 3.442 dollari al mese.

Ecco, allora, i ragazzi tornare dalle loro famiglie d’origine con bagagli e libri universitari, cercando di darsi da fare con gli stipendi sempre più in ribasso, causa la crisi internazionale, e stabilendo con i genitori delle precise regole di convivenza. Già, perché, al contrario dei troppo affettuosi genitori italiani, i papà e le mamme americane mal sopportano la presenza dei figli in casa propria e stipulano con loro dei contratti verbali, dove gli “inquilini figli” contribuiscono economicamente almeno alle spese domestiche e si impegnano a lasciare le mura domestiche entro pochi anni.

bamboccioni americani5

Così, anche la grande cultura americana dell’intraprendenza e dell’affermazione sociale fa i conti con un fenomeno contrario ai suoi principi, ribattezzato con il termine boomerang kids (bambini boomerang), dove kids è usato in modo un po’ allegorico e dispregiativo per indicare quei ragazzi post-college non in grado di essere indipendenti e, quindi tornati a fare i bimbi tra le mura domestiche e, ovviamente, il boomerang è quell’oggetto che più lanci lontano e più ti ritorna indietro: in questo caso, in famiglia.

L’indagine fa seguito ad un’altra recente ricerca svolta dal Pew Research Institute, che ha messo in evidenza come ben il 36% dei giovani americani tra i 18 e i 31 anni vive ancora con i genitori. Un numero che in pochi anni si è quasi quadruplicato, se si pensa che solo nel 2000 la percentuale era al di sotto del 10%. Oggi invece ci si trova a che fare con ben 21, 6 milioni di “Potato“,”Big Stuff“, “Mummy’s boy” cioè i “bamboccioni” ancora accasati tra le mura genitoriali, rispetto ai 18,5 milioni del 2007.

Anche in questo caso, l’indiziato principale è la crisi mondiale, che ha visto un paese come l’America, dove il Welfare è iniziato ad essere di casa solo con Obama, correre ai ripari nel più tradizionale dei modi italiani: mamma e papà. Ma i motivi sono legati anche ad altri fattori: un forte calo dei matrimoni e un alto numero di immatricolazioni al college.

college student2

Dal 2007 ad oggi, i “wedding” sono calati del 25% e questo, probabilmente, sempre per un fattore di difficoltà legato all’incertezza della crisi e all’aumento delle spese. Insomma, costa anche negli States metter sù famiglia, nonostante con due stipendi le spese sono più affrontabili. La scelta di intraprendere la carriera universitaria, invece, ha una storia a sé ed esprime una tendenza verso quei “mestieri” più appaganti dal punto di vista del prestigio, secondo certi stereotipi forniti dagli stessi film americani. Per questo, molti ragazzi si indebitano studiando mediante i “loans” (i nostri prestiti d’onore) e finito il college si ritrovano con un lavoro poco remunerato e un debito da saldare.

Secondo il Pew Research Institute, circa il 30% dei giovani presi in esame nella loro indagine è iscritto al college, di cui il 56% di questi ha una età compresa tra i 18 e i 24 anni, e il 16% tra i 25 e i 31. E, sorpresa delle sorprese, lo scettro di mammone anche qui va ai maschi  (ben il 40% vive con la mamma) rispetto al più basso 32% femminile.

E qui ci sta bene un altro detto popolare: “tutto il mondo è paese“!

Seguici sul nostro canale Telegram

Hosni Mubarak

Egitto, l’ex presidente Hosni Mubarak è tornato libero

Cabo San Lucas in Messico

Cabo San Lucas, in Messico, meta vacanziera per Jennifer Aniston, Jason Bateman e Kate Beckinsale