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Bottega solidale Namasté: a Milano il chilometro zero fa bene a tutti [INTERVISTA]

Namasté è un saluto originario dell’India e del Nepal: utilizzato sia quando si incontra una persona sia quando la si lascia, significa letteralmente “io mi inchino a te”. Non è un caso che l’innovativo progetto nato a Milano abbia scelto come nome proprio questo saluto, che rinvia alla centralità della persona e alle sue potenzialità: stiamo parlando infatti di un supermercato solidale con prodotti sfusi e a chilometro zero, che permetterà ai cittadini milanesi di fare acquisti “intelligenti” sostenendo al tempo stesso con il ricavato delle vendite famiglie di disoccupati e non soloUrbanPost ha pensato di parlarne con Teresa Scorza, una delle “menti” del progetto.

Com’è nato il progetto Namastè? Chi sono i fautori, quanti anni hanno?
“Progetto Namastè nasce dall’incontro con un emporio solidale di Modena ovvero un supermarket dove persone in difficoltà economica possono ricevere gratuitamente generi, alimentari e non, di prima necessità.
Namastè parte da questa idea ma vuole andare oltre. Vuole innanzitutto che il negozio non sia solo per persone in difficoltà. Namastè sarà infatti una bottega con prodotti a Km 0 aperta a tutti i cittadini milanesi ed è proprio qui la differenza con i classici empori solidali. Noi saremo un negozio profit che però decide di investire i profitti dell’attività nella comunità stessa, in particolare erogando spese a prezzo agevolato a tutti quei cittadini che non possono permettersi un prezzo pieno. I prodotti saranno tutti di qualità e genuini provenienti da aziende agricole della Lombardia, cercando così al tempo stesso, di supportare i piccoli produttori della zona.
Un ulteriore sviluppo rispetto agli empori solidali è che il negozio assumerà solo personale disoccupato da almeno 6 mesi e persone con criticità quali disabilità, passati di dipendenza ecc.

A realizzare questo sogno ci sono tanti, piccoli e grandi, sostenitori. Stiamo lavorando da diversi mesi per creare partnership con realtà del territorio, profit e non, al fine di riuscire a creare una valida rete di lavoro che possa realmente funzionare e dare un servizio di qualità ai beneficiari finali. Da Aprile del 2015 inoltre siamo seguiti un incubatore e acceleratore di impresa di Torino, Rinascimenti Sociali.

Operativamente siamo in un due, io, Teresa Scorza (28 anni) , responsabile di Namastè, laureata in Economia presso l’università commerciale “L. Bocconi”, da anni impegnata nel mondo sociale come referente amministrativa e finanziaria. Anna Bolognesi (29 anni), responsabile degli inserimenti lavorativi per Namastè, è laureata in Psicologia Clinica presso l’Università degli Studi di Padova nel 2009, e abilitata all’esercizio della Professione dal 2011. Oltre all’attività di consulenza psicologica privata collabora con diverse realtà aventi tra gli obiettivi quello del reintegro lavorativo.”

Chi sono i beneficiari?
“Namastè ha molteplici beneficiari, molto diversi tra loro.
Quelli diretti e più “immediati” sono i dipendenti e i destinatari delle spese agevolate.
Assumeremo solo personale che non riesce a trovare lavoro da almeno 6 mesi ma anche persone appartenenti alle categorie svantaggiate (disabili, ex tossicodipendenti e alcolisti, persone detenute ecc) tipiche delle cooperative sociali di tipo B, quale sarà Namastè a partire da Gennaio 2016. Il nostro obiettivo è quello di assumere i dipendenti con un contratto retribuito di almeno 9 mesi in modo tale da permettere loro di fare un’esperienza lavorativa significativa per potersi ricollocare nel mondo lavorativo esterno.
Gli altri beneficiari diretti sono proprio coloro che riceveranno le spese agevolate ovvero la possibilità di fare la spesa da noi pagando in contanti una piccola percentuale e il resto attraverso dei punti assegnati dal centro in base a criteri oggettivi (figli a carico, reddito annuo, mesi di disoccupazione ecc).
Non possiamo però dimenticarci di tutti i beneficiari che noi consideriamo indiretti ovvero tutti i clienti del negozio, che potranno acquistare prodotti di qualità, sani e genuini, provenienti da piccoli produttori lombardi unendo così l’attenzione alla propria alimentazione con l’aiuto sociale e con una partecipazione attiva e diretta ai problemi della comunità circostante.”

Al momento siete ancora alla ricerca di uno spazio?
“Si, abbiamo chiesto a diverse realtà ma per il momento non siamo ancora riuscite a trovare la location giusta.
Stiamo cercando uno spazio a Milano di almeno 80 mq che sia di passaggio e visibile, condizione indispensabile per un negozio. Non possiamo purtroppo permetterci un canone di affitto commerciale ma questo non ci ferma perché crediamo fortemente nelle potenzialità del progetto e siamo fiduciose che qualcosa uscirà a breve.”

Quali attività avete previsto per i soggetti svantaggiati che beneficeranno del progetto?
“Alla base della nostra idea c’è il concetto che più è lungo il tempo di disoccupazione, più diventa difficile trovare un lavoro. Per questo vogliamo assumere personale dando un lavoro concreto e in prima linea che permetta di fare esperienza, di imparare e formarsi sul campo.
I beneficiari, in base alle loro esperienze pregresse e alle loro abilità ricopriranno differenti posizioni: avremo infatti bisogno di un coordinatore del punto vendita, di un responsabile degli acquisti e dei rapporti con i fornitori, di addetti alle vendite, di cassieri, di magazzinieri e logisti, di addetti alle pulizie, ma anche di amministratori e fundraiser essendo cooperativa non profit. Insomma, tutte le posizioni necessarie per implementare e far crescere un punto vendita a km 0. In futuro, entro il primo anno di attività, speriamo anche di poter iniziare un servizio di consegna a domicilio e di bar all’interno del negozio stesso incrementando quindi le posizioni lavorative necessarie.”

Come pensate di organizzare la scuola dei mestieri?
“Namastè non sarà infatti solo un negozio ma seguirà i dipendenti a 360 gradi con l’obiettivo di fornire loro le basi per una ricollocazione efficace sul mercato del lavoro. Considereremo caso per caso e cercheremo di creare percorsi professionali e formativi ad hoc perché crediamo che una buona base di conoscenza insieme alla giusta esperienza sul campo possa essere la chiave giusta per trovare un lavoro. Daremo così la possibilità ai dipendenti di poter seguire dei corsi di specializzazione sia online che presso centri formativi ma anche avvalendoci di professionisti di impresa disponibili a mettersi in gioco e scambiare esperienze e professionalità con il nostro team.”

Il reinserimento lavorativo è una realtà attuale in tutta la sua drammaticità. Da cosa è scaturito il vostro impegno, avete fatto qualche incontro speciale che vi ha spinto ad agire in questa direzione?
“Negli ultimi anni si sente davvero spesso parlare di disoccupazione e noi essendo giovani siamo entrare nel mondo del lavoro quando la crisi stava iniziando a farsi sentire quindi conosciamo bene le difficoltà e le sensazioni di chi cerca lavoro. Anche nel nostro percorso professionale, abbiamo incontrato persone che per diverse ragioni non riescono a trovare o a ritrovare un lavoro nonostante gli anni di esperienza. Per questo abbiamo pensato a Namastè, perché è una risposta piccola ma reale e concreta ad un problema molto diffuso come la disoccupazione.”

Nella vostra esperienza, quali sono le difficoltà maggiori che deve affrontare una persona che ha perso il lavoro?
“Secondo noi una delle principali difficoltà, oltre a quelle ovviamente finanziarie, è il non perdere la speranza che qualcosa possa cambiare e migliorare. Spesso quando sei senza lavoro da molti mesi, inizi a non credere più, a rassegnarti ad una condizione che non vorresti ti appartenesse cadendo per di più in un circolo vizioso e sentendoti completamente inutile. Namastè nel proprio piccolo cerca quindi di dare una speranza alle persone offrendo un lavoro che è a tempo determinato proprio perché ha un grande obiettivo, quello di rifar nascere questa fiducia nel futuro trovando un lavoro in un contesto esterno al progetto.”

Per saperne di più, invitiamo tutti i lettori a visitare il portale ufficiale e la pagina Facebook dedicata.

Immagine tratta dal sito www.progettonamaste.it

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