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Boxe Olimpiadi Rio 2016, Guido Vianello intervista esclusiva: “Sul ring olimpico a testa alta”

Il conto alla rovescia a cinque cerchi scorre inesorabile. Le Olimpiadi di Rio 2016, l’impegno sportivo più importante dell’anno si avvicina ed è arrivato il momento di fare sul serio. Tra gli atleti azzurri che parteciperanno ai Giochi ci sono tanti esordienti, come ad esempio il pugile Guido Vianello,  campione dei supermassimi (+91kg) classe 1994 che ha ottenuto il pass olimpico vincendo la medaglia d’oro al torneo Preolimpico di Baku che si è svolto nel mese di giugno. L’atleta del Gruppo Forestale sarà chiamato a raccogliere la pesante eredità, in questa categoria, della leggenda Roberto Cammarelle. Il giovane romano non ha paura, è determinato e ha ben chiaro l’obiettivo davanti a lui: a Rio 2016 è intenzionato a scrivere una pagina importante della sua carriera e della sua storia sportiva, per cercare di agguantare e di toccare con mano il sogno a cinque cerchi. Abbiamo intervistato Guido Vianello, per conoscere meglio questo giovane pugile e capire il suo stato d’animo a pochi giorni da Rio 2016.

Guido Vianello Olimpiadi Rio 2016

Rio 2016, ormai ci siamo. Come si sente?
“Manca veramente poco. Mi sono qualificato da meno di un mese e ho ancora l’adrenalina a mille, sto cercando di concentrarmi e rilassarmi. Dovrò cercare di trovare il giusto equilibrio con la carica che ho dentro di me per essere pronto a salire sul ring il 9 agosto.”

Si è qualificato alle Olimpiadi percorrendo la strada più difficile.
“Il Preolimpico di Baku era l’ultimo torneo e in palio c’era un solo posto per Rio. Era un’impresa abbastanza complicata ma sono andato in Azerbaijan consapevole dei miei mezzi, ho affrontato i 4 match un passo alla volta. L’ambiente di sicuro non aiutava, eravamo isolati e si rischiavano cali di concentrazione perché le giornate non passavano mai.”

Guido Vianello boxe Olimpiadi Rio 2016

Alla fine però ce l’ha fatta. Prima Olimpiade a 22 anni. Come si prepara un impegno del genere?
“Si sarà la mia prima esperienza olimpica. E’ una sfida che mi carica tantissimo, incontrerò i pugili più forti del mondo e molto più esperti di me. Se si arriva ad un impegno del genere pensando subito alla finale si sbaglia, bisogna rimanere concentrati. Speriamo in un sorteggio favorevole ma chiunque mi capiterà lo affronterò con serenità e determinazione.”

E alla medaglia d’oro non pensa?
“Certo, impossibile non pensarci. E’ il sogno, di certo non voglio accontentarmi. Miro ad arrivare sul podio, sarò contento per qualsiasi medaglia dovesse arrivare e se sarà d’oro lo sarò ancora di più.”

Ci sarà un avversario da temere in particolare?
“Gli avversari sono tutti fortissimi, per la mia categoria sono stati assegnati pochi pass e chi si è qualificato ha grandi qualità. Uno dei più forti, l’azero Mahammadrasul Majjdov, l’ho già incontrato a Samsun (Turchia). E’ stato un match che mi ha fatto crescere molto. In ogni caso affronterò tutti a testa alta, rispettando l’avversario.”

Guido Vianello Olimpiadi Rio 2016

Inevitabile il paragone con Roberto Cammarelle, sente la pressione di raccogliere un’eredità così importante? 
“Roberto è un grande campione che ha conquistato numerose medaglie, è importante che a Rio ci sia un pugile che possa continuare la sua tradizione nei supermassimi. Mi ispiro a lui ma non sento pressione, lo vedo come un esempio da seguire. Siamo due persone diverse, lui ha scritto la sua storia e ora tocca a me scrivere le pagine della mia carriera sportiva che inevitabilmente sarà diversa dalla sua.”

Che tipo di pugile è? Quali sono le sue caratteristiche?
“Sono molto tecnico, essendo molto alto devo cercare di sfruttare questo fattore a mio favore. Sono un pugile ‘intelligente’, cerco di capire la situazione e il mio avversario. Una caratteristica che mi contraddistingue è la freddezza, ho uno sguardo molto deciso quando salgo sul ring. Fuori ho sempre il sorriso stampato in faccia ma quando salgo sul ring la mia espressione cambia.”

Come si è avvicinato alla boxe?
“Quasi per caso, non sapevo nemmeno cosa fosse esattamente. Vengo da una famiglia di tennisti, a 6 anni ero già in campo con una racchetta in mano. A 15 anni ero alto 1,93, avevo tanta voglia di vincere ma non riuscivo ad esprimermi al meglio. Un giorno mentre in motorino stavo andando al campo sono passato davanti ad una palestra, sono entrato e ho scoperto un mondo nuovo. Non appena l’allenatore mi ha visto mi ha chiesto l’età, ha capito subito di poter trarre qualcosa di buono da me. Così a 16 anni ho vinto il primo titolo junior e non ho più tolto i guantoni.”

Guido Vianello Olimpiadi Rio 2016 boxe

Qual è la sensazione a cui è legato maggiormente quando sale sul ring?
“La cosa che da più adrenalina è sovrastare l’avversario, tirare il primo colpo, imporre la tua psicologia. E’ una sfida che ti porta a superare i tuoi limiti e ad andare oltre alla fatica. Quando suona la campana non ci sono amici ma alla fine del match c’è grande rispetto per l’avversario, l’abbraccio con chi hai affrontato è un momento di grande sportività.”

A Rio 2016 la squadra di pugilato sarà molto giovane, pronti ad aprire un quadriennio fondamentale?
“La squadra che si sta creando è tutta nuova. A Londra 2012 il gruppo era formato dalle punte di diamante per ogni categoria, ora stiamo crescendo tutti insieme. Vogliamo farci trovare pronti in Brasile ma punteremo molto anche sui Giochi del Mediterraneo e su Tokyo 2020.”

Altri interessi oltre il pugilato?
“Diciamo che il tempo libero a disposizione è davvero poco, quando siamo in ritiro è difficile riuscire a far altro. Negli ultimi tempi mi sono avvicinato molto alla lettura, ad esempio ho letto la storia di Chris Kyle (American Sniper). Insomma, sempre storie che possano darmi la carica giusta!”

 

 

 

 

 

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