in ,

Brasile: le ruspe abbattono case e comunità per far spazio allo sport

Tra un mese e mezzo iniziano i mondiali in Brasile, calcio d’inizio di due anni nei quali il paese carioca sarà al centro del mondo. Subito dopo, infatti, sarà il turno delle Olimpiadi (2016). I lavori per la costruzione degli stadi sono in enorme ritardo e molti si chiedono se gli impianti saranno pronti per l’inizio della manifestazione. Nel frattempo si è perso il conto del numero degli operai morti durante i lavori. Primo scandalo.

2014 FIFA World Cup Brasile facebook

Il secondo sta li vicino. Per costruirli e per realizzare tutte le infrastrutture necessarie ad ospitare un evento globale, le ruspe degli ingegneri stanno abbattendo interi quartieri delle favelas. Migliaia di persone (qualcuno parla di centinaia di migliaia) sono state costrette a trovarsi un posto dove andare, buttate fuori dalle loro case. E la responsabilità è solo in minima parte dei mondiali. Infatti, a distruggere comunità, legami e tradizione sono soprattutto le Olimpiadi, il cui fabbisogno di cemento è molto maggiore rispetto alla manifestazione calcistica.

Il fotografo Ohrem-Leclef ha scattato decine di testimonianze di gente costretta ad abbandonare la propria terra. Lo ha fatto in maniera provocatoria, consegnando ad ognuno dei soggetti impressi un fumogeno rosso: simboleggia la contro-torcia olimpica. Le foto sono state raccolte nel libro “Olympic Favela”. I mondiali si avvicinano, ma l’aria che si respira è tutt’altro che di festa. Già durante la Confederation’s Cup della scorsa estate c’erano state proteste violente per le strade delle città brasiliane, messe in atto dalla popolazione indigente. Vedremo come il Governo carioca, la Fifa e il CIO sapranno gestire le manifestazione. Speriamo non nascondano la polvere sotto il tappeto.

 

RUDI Garcia1

Roma: rinnovo in vista per Garcia per raggiungere obiettivi prestigiosi

EcoPoint

A Grugliasco in provincia di Torino la spesa si fa con i rifiuti