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Brescia: baby prostitute a scuola e nel parcheggio del centro commerciale

Prendevano i contatti con i loro clienti via social network, e si prostitivano per pochi euro a scuola o nel parcheggio del centro commerciale. Questa la sconcertante scoperta fatta dalla polizia provinciale di Brescia, a seguito della segnalazione di una madre delle cinque ragazzine protagoniste della sconcertante vicenda, tutte tra i 15 e 16 anni, che chiedevano a compagni di scuola e uomini adulti somme dai 10 ai 50 euro per le loro prestazioni.

Dopo un blitz della polizia l’agghiacciante verità è venuta a galla: sembra che le minorenni, alcune italiane altre di nazionalità straniera, avrebbero iniziato a prostituirsi grazie alla complicità di un 30enne bresciano, che attraverso Facebook le avrebbe aiutate, in via del tutto anonima, a creare una rete di clienti.

Nell’ambito delle indagini, coordinate dal commissario della polizia provinciale, Fabio Peluso, un 45enne bresciano è stato iscritto nel registro degli indagati per induzione e sfruttamento della prostituzione e violenza sessuale. L’uomo avrebbe indotto le minori ad adescare clienti facoltosi e attempati; nella sua abitazione la polizia ha sequestrato scatoloni di profilattici, pastiglie di viagra e materiale pornografico.

Alcuni provvedimenti sono stati adottati anche dal dirigente scolastico dell’istituto frequentato dalle baby prostitute, che avrebbe imposto la chiusura a chiave dei bagni della scuola, per evitare che al loro interno gli studenti consumino dei rapporti intimi.

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