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Brescia, trovata morta in un cassonetto: un mese fa minacciata di morte su WhatsApp

La trans di 34 anni trovata morta in un cassonetto due giorni fa a Brescia è deceduta per cause naturali. Sarà tuttavia l’esito dell’esame tossicologico disposto sul suo cadavere dal magistrato a chiarire meglio le circostanze della sua morte. Al momento la Procura non ha aperto un fascicolo per omicidio né ci sarebbero indagati.

“La Procura indaga per ricostruire come Marta Baroni sia finita nel cassonetto dove è stata trovata” – scrive l’Ansa – “se il corpo sia stato messo da qualcuno oppure se la vittima vi fosse volontariamente entrata per consumare droga”.

C’è però un aspetto alquanto ambiguo che rende oltremodo inquietante questa morte: il fatto che Marta più di un mese aveva pubblicato su Facebook una conversazione WhatsApp con un uomo che l’avrebbe minacciata per averlo rifiutato. Questo il testo della chat: “Tu sei morta. Io ti faccio uccidere da gente che conosco … Te lo giuro, questo sarà sicuro”.

Foto da Facebook

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