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Brexit: Scozia e Irlanda del Nord, meno provinciali di Londra, volevano l’Europa “Ora ce ne andiamo”

L’effetto domino è appena cominciato e avrà una lunga scia. La Gran Bretagna – con un risultato risicato – è riuscita ad affrancarsi dall’Unione Europea: ha avuto la sua Brexit. Oltre allo scenario apocalittico in termini civili e culturali, e poco rassicurante sotto il fronte economico, per la Gran Bretagna si riapre una vecchia ferita: l’ira della Scozia e dell’Irlanda del Nord si potrebbe trasformare in ulteriore isolamento e indebolimento. Andiamo per ordine, gli scozzesi nel 2014 si erano recati alle urne per decidere se restare “sottomessi” alla grande madre britannica oppure realizzare un sogno antico, quello di rendersi indipendenti. Rinunciando ai vetusti moti d’orgoglio e mostrando invidiabile pragmatismo i fieri scozzesi hanno scelto di rimanere annessi alla Gran Bretagna. Perché? Per portare avanti un progetto chiamato Unione Europea, un treno troppo importante dal quale hanno capito di non poter e non voler scendere.

Coerentemente a questa visione unitaria la Scozia ha votato “Remain” nella giornata di ieri: nessuna uscita dall’UE per il 62% degli scozzesi. La premier scozzese Nicola Sturgeon, in seguito alla Brexit, ha dichiarato: «La Scozia vede il proprio futuro nell’Unione Europea. Il voto lo dimostra». Gli scozzesi vogliono restare nell’UE e preservare il rapporto con Bruxelles, si paventa quindi un nuovo referendum indipendentista, questa volta per sganciarsi dalla “zavorra” Gran Bretagna che precluderebbe loro di proseguire un processo di sprovincializzazione e apertura all’Unione Europea che ha la priorità su tutto.

Sul medesimo piede di guerra l’Irlanda del Nord, anch’essa con una lunga storia di rabbia e terrorismo legati ai sogni di indipendenza – basti pensare all’IRA e alla sua lunga scia di sangue civile – che, nella giornata di ieri, è scesa a miti consigli scegliendo di restare in Europa al fianco della Gran Bretagna. Il 56% degli aventi diritto di voto in Irlanda del Nord si è espresso a favore del “Remain”. Scozia e Irlanda del Nord hanno dato un segnale di grandissima civiltà e lungimiranza, mettendo da parte cause indipendentiste per le quali tanto sangue è stato, più o meno inutilmente, versato. Londra e limitrofi, però, non hanno restituito la fiducia scegliendo di votare “Brexit” e condannando inevitabilmente all’isolamento europeo anche loro. L’Irlanda del Nord, alla medesima stregua della Scozia, ha reso noto di non sentirsi più rappresentata dalla politica inglese e per questo intende affrancarsi da Londra. Se così fosse, per gli inglesi, potrebbe forse avverarsi in maniera più organica il sogno autartico per eccellenza: soli, isolati e isolani, mentre intorno si fa l’Europa. Out is out. 

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