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Brexit, Vertice Nato e razzismo: dov’è finita l’Europa?

Sul fondo di un cestino parrebbe, o almeno potrebbe essere questa la risposta più simile alla realtà. Un’idea in fondo ha la necessità di progredire, elevarsi, aggiungere concetti al suo essere. Ebbene questa idea, quella di Europa, oggi sta regredendo in una mera macchina burocratica ferma nell’insostenibilità e nella mancanza di un progetto di fondo. Il lunedì nero del continente è iniziato con un fatto alquanto banale, se non normale, le migrazioni: economiche o umanitarie che siano non importa, il risultato non cambia.

Senza ammorbare il lettore salteremo la parte sulle ragioni storiche, fondamenta del fenomeno. Fatto sta che il numero di profughi durante questi anni di guerre civili e tumulti nell’area medio orientale e nord africana ha subito un aumento. Aumento che, stando ai dati, è costante dal 2002 con un leggero picco intorno al 2008, anno della grande crisi americana: ovvero anno in cui probabilmente i “geriatri” a stelle e strisce del mondo hanno cominciato a guardare dentro le mura domestiche, preoccupandosi di non estendere l’epidemia a tutto il sistema economico mondiale, ed hanno lasciato al loro destino i numerosi “dittatori” delle zone in questione. Ovviamente, come anche wikileaks ha confermato, gli americani si sono poi ravveduti, tentando di rientrare in gioco, imponendo personaggi del calibro di Al Sisi. Ma a quanto pare il danno era fatto.

L’incipit della storia, a grandi linee, è questo. Il 2008 è la scossa di terremoto inevitabile, o molto evitabile, che ha diretto la regia. Perché in realtà il gioco delle parti è fondato sulla fiducia. Crescita economica, stabilizzazione dei flussi migratori, sicurezza ed altre cazzate del genere si basano su un concetto alquanto astratto: la fiducia. Mancando questo piccolo sentimento, tutto è a rischio: Europa in primis. Ed ecco che la Russia, fino a quel momento un cane legato alla catena, ha percepito la debolezza ed ha cominciato ad abbaiare e mordere; i gruppi terroristici hanno potuto creare vere e proprie organizzazioni parastatali dotate di un’amministrazione ed una burocrazia; la Gran Bretagna, immemore del passato da conquistatrice e sfruttatrice del terzo mondo, si è chiamata fuori.

L’Europa è a pezzi e non potrà che continuare ad esserlo. Il vertice Nato di questi giorni è l’ennesima riprova che l’unico modo di creare fiducia è dividere e creare nemici. Sembra un film degli Avengers, potrebbe essere la realtà. L’attacco alle banche italiane di queste settimane è un altro piccolo pezzo di puzzle da inserire nel già complicato gioco del fumo negli occhi. Investitori, cittadini e politici regrediscono a bambini, senza che nessun fronte si erga compatto nell’unire gli intenti, sempre che ci sia la volontà di farlo. La Democrazia ed i suoi limiti. Non è tanto il voto l’errore, lo sbaglio infatti nasce dall’aver pensato in passato di dover legare la stessa Democrazia al sistema economico. Con o senza Gran Bretagna, con o senza Isis, con o senza Russia, con o senza Nato, la società continuerà ad esistere. Abbiamo passato Hitler, passeremo anche questa. Ma la vera domanda è come percorreremo questa porta temporale? Siamo alla fine di un ciclo; e se la vittima fosse lo stesso sistema economico?

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