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Brindisi arrestati 5 funzionari Enel: l’accusa è di tangenti e appalti truccati

Brindisi 5 arresti per presunte tangenti sono stati eseguiti dalla guardia di finanza di Brindisi nella prima mattina di oggi, venerdì 5 maggio, a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare per corruzione nell’ambito di appalti per lavori eseguiti alla centrale Enel Federico II.

La 5 persone tratte in arresto sono accusate di avere incassato mazzette, in cambio delle quali garantivano l’assegnazione degli appalti alle ditte ‘amiche’. L’ipotesi di reato formulata dagli dai pm Milto De Nozza e Francesco Carluccio è di corruzione. I 5 arrestati, di cui uno in carcere e quattro agli arresti domiciliari, sono dipendenti e funzionari della società elettrica Enel di Cerano.

L’inchiesta ha avuto inizio il 7 marzo scorso: le indagini sono partite in relazione ad un imprenditore di Monteroni (Lecce) che scalò il nastro trasportatore della centrale Federico II minacciando il suicidio. L’uomo aveva raccontato agli inquirenti che lo soccorsero di essere finito sul lastrico. Il 44enne disse, dopo aver vinto un appalto con la sua azienda, ed aver eseguito a regola d’arte dei lavori all’interno degli impianti termoelettrici, di non essere riuscito a incassare i compensi che gli erano dovuti. Da lì l’input alle indagini che hanno portato agli arresti di oggi.

 

 

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