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Brittany Maynard, la ragazza che ha reso la morte uno show

Brittany Maynard è una giovane donna affetta da un cancro incurabile. Per questo ha scelto di morire. La malattia è un devastante tumore al cervello, lei una 29enne innamorata di suo marito e della sua famiglia. Un dramma vero. Ha deciso di farla finita il primo novembre, il giorno dopo il compleanno del suo partner. A me sembra un po’ di cattivo gusto (“Amore, quest’anno ti farò un regalo che non ti aspetti.” “Wow! Cosa?” “Mi uccido.” “Figata!”), però evidentemente sono scelte che nascono e si sviluppano dentro una sfera di dolore che noi sani non possiamo neppure comprendere. Inoltre Brittany Maynard è statunitense, e si sa che gli americani hanno molte cose, ma non il senso del gusto. E allora qual è il punto?

Brittany Maynard ha scelto di morire perché malata

Il punto è che la ragazza ha aperto un sito in cui inserisce video e foto sulla sua vita da “quasi morta”. Appena entri sei invitato a inviarle un messaggio per dirle quanto le sei vicino. È presentato tutto in maniera molto lacrimevole, con video commoventi, foto del suo matrimonio e altri contenuti creati apposta per farti scendere la lacrimuccia. Praticamente manca solo il countdown che ci separa dall’ora della morte. L’iniziativa non è solo della ragazza, c’entra anche Compassion and Choices, un’organizzazione che si batte per il diritto all’eutanasia e, magari in buona fede, ha trovato in Brittany Maynard un testimonial efficace per farsi pubblicità.

Le tre domande che mi faccio allora sono queste:

1) Ha senso spettacolarizzare la propria morte? Non è che rendendola una moda, un fenomeno passeggero si fa perdere ad una scelta così drammatica tutto il suo significato?

2) Come e quando morire sono domande che ogni persona si pone e per le quali probabilmente una risposta giusta in assoluto non c’è. Mi sembra sia una materia da dubbi laceranti, non da réclame pubblicitaria. Quindi cosa cambia sapere che Brittany Maynard ha fatto questa scelta? Per queste questioni non servono testimonial, ma riflessione. La vicenda mediatica della ragazza ci aiuta? Ci dà un nuovo punto di vista sulla questione?

3) Brittany Maynard sta morendo e probabilmente ha tutto il diritto di fare ciò che le pare. Ma è giusto che un’organizzazione che si occupa di promuovere il diritto alla morte si faccia pubblicità utilizzando la vicenda della ragazza? Non è un po’ una porcata?

Ah, notizia dell’ultima ora: Brittany Maynard ha detto che tutto sommato sì, a parte un tumore alla testa lei ora sta bene, è felice. Quindi no, non si ucciderà dopodomani. Tutto rinviato a data da destinarsi. “Ma lo faccio, eh. Prometto che lo faccio.” ha detto la ragazza. Cosa si aspetta che le dica il mondo? “Mi raccomando, eh Brittany. Non tirarci pacco. Hai detto che ti ammazzi e devi ammazzarti.” “Sì, sì, sono un attimo in ritardo perché mi si sono accavallati un paio di impegni. Ma non vi darò buca. Finisco di asciugarmi i capelli e poi mi ammazzo.”

E la tragedia diventa inevitabilmente commedia.

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