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Bronzi di Riace: le celebri statue sono a rischio ‘cancro’

I celebri Bronzi di Riace, due statue risalenti approssimativamente al V secolo a. C. e di probabile provenienza greca, magnogreca o siceliota, sono a rischio ‘cancro’. La malattia non è ancora stata ufficializzata, ma dai dati raccolti dagli analisti il rischio è molto alto. La diagnosi potrebbe essere cancro del bronzo: si tratta di un banale fenomeno corrosivo che, però, rischia di minare lo stato di conservazione delle due opere d’arte.

Ad emettere la diagnosi sono stati gli studiosi dell’Università del Salento e dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma, i quali hanno poi presentato i dati raccolti al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, dove i due Bronzi di Riace vengono conservati. La scoperta di queste due testimonianze, risalenti all’incirca attorno al V secolo a. C. è stata fatta nei fondali del Mar Mediterraneo, nei dintorni di Riace Marina, nel 1972. Da allora sono diventate celebri e famose in tutto il mondo, facendo breccia anche nell’immaginario comune.

I due Bronzi di Riace, stando alle ricerche degli esperti, soffrirebbero di cancro del bronzo, fenomeno corrosivo che potrebbe inficiarne la bellezza e lo stato di conservazione. Il problema deriverebbe dal cloro depositatosi sulla superficie delle due statue come conseguenza della lunga permanenza in mare, l’elemento minaccerebbe così la lega metallica di cui sono composte. Per individuare le macchie presenti sulla superficie è stata utilizzata la fluorescenza a raggi X. Sono così emersi due aloni; uno rossastro prodotto dall’ossidazione del rame, e uno nero composto da solfuro di rame.

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