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Brunetta lancia il suo out out: “no a decadenza o larghe intese finite”

Intervistato oggi dal Corriere, Renato Brunetta pare non avere dubbi sull’amore e fedeltà incondizionati dei membri di “Forza Italia” alias Pdl verso il loro leader indiscusso Silvio Berlusconi: “Scissione? Alla fine prevarrà l’amore per Berlusconi e il rispetto per i nostri elettori. Non ci sono subordinate a Berlusconi”.

Il capogruppo del PdL alla Camera sottolinea, infatti, l’urgenza di cambiare questa Legge di stabilità che porterebbe gli italiani a pagare 30 miliardi di Imu in più (6 in più rispetto a quella varata dal Governo Monti) e minaccia la fine delle larghe intese. Facendosi forza dell’entusiasmo manifestato dalla Rete per il ritorno a Forza Italia imposto da Berlusconi venerdì 25 ottobre, reputa assolutamente inaccettabile e ‘violenta’ l’ipotesi di espulsione, consequenziale alla decadenza, di “uno dei leader dei due partiti di maggioranza relativa” del governo Letta.

Dopo una diatriba tra falchi e colombe pidielline durata per settimane, l’azzeramento di ogni carica in seno al Pdl per dictat del suo Capo -repentina e non casualmente annunciata in concomitanza  con l’apertura della Leopolda di Renzi- ha messo a tacere le voci dissonanti di Alfano e dei suoi. E Brunetta, oggi, suggella l’appiattimento di ogni posizione discordante nel partito, che pareva rassomigliare ad un confronto democratico e rassicura sull’impossibilità di un’alternativa a Berlusconi. E sulla ipotesi di riforma elettorale dice: “Il Pd non pensi di imporre in modo leonino la sua linea. Non possono governare con noi e fare una legge elettorale contro di noi […] Grillo è d’accordo per non modificare la legge elettorale, se non in modo minimalista. Tanto a provocare le elezioni anticipate sarà Renzi”.  Berlusconi

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