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Bruno Gulotta morto a Barcellona: amici e colleghi raccolgono fondi per la famiglia

Una raccolta fondi per sostenere Martina, Alessandro (5 anni) e Aria (7 mesi), i familiari di Bruno Gulotta, il 35enne di Legnano (Milano) rimasto ucciso nell’attacco terroristico di giovedì scorso sulla Rambla de Canaletes a Barcellona. Ad iniziarla, come promesso subito dopo la conferma della scomparsa di Bruno, amici e colleghi del responsabile marketing del sito Tom’s Hardware.

Tutto sulla strage di Barcellona

Si legge in un editoriale pubblicato in apertura di Tom’s Hardware da ieri sera: «Bruno Gulotta era un padre, un amico e un collega. Lascia un vuoto incolmabile e un dolore lancinante, ma anche problemi concreti che vogliamo iniziare a risolvere insieme a voi». Scrivono i colleghi «ringraziamo i cittadini che hanno voluto esprimere cordoglio e solidarietà con la famiglia di Bruno Gulotta e con noi, i suoi colleghi. Il dolore sarà a lungo incurabile, ma da subito abbiamo sentito un’altra pressante urgenza: aiutare chi è rimasto solo». Una raccolta fondi dunque, per aiutare concretamente Martina, compagna di Bruno, rimasta solo ad accudire i due figli di 5 anni e 7 mesi, Alessandro e Aria.

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Chi volesse farlo può utilizzare Paypal, dove i colleghi di Bruno Gulotta hanno creato un conto speciale. «Il denaro servirà a Martina e ai bambini per ripartire e incamminarsi su una strada che, temiamo, non potrà che essere una lunga e faticosa salita. Cercheremo di essere accanto a loro in ogni modo, e crediamo che questo sia uno dei modi migliori e più concreti di farlo. Il conto può ricevere donazioni di ogni entità, e ogni centesimo conta.» 

Chi volesse donare compirebbe un gesto importante, ma è chiaro che l’iniziativa parte soprattutto dagli amici del giovane, profondamente scossi dalla sua tragica morte. Se non siete interessati passate oltre, insomma, senza giudicare. «Ci rendiamo conto che qualcuno potrebbe non gradire –  si legge nell’articolo che lancia l’iniziativa – Abbiamo agito con il massimo della buona fede, e rispettiamo le scelte di tutti. Se decidete che non vi piace, vi chiediamo solo di rispettare le persone che stanno soffrendo, e di evitare commenti che in altri momenti sarebbero senz’altro legittimi.»

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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