in

Buchi neri, ricerca europea EHT: risultati rivoluzionari per le nostre conoscenze sul cosmo

Oggi, 10 aprile 2019, gli scienziati della ricerca europea EHT (Event Horizon Telescope) terranno una conferenza stampa per presentare una scoperta rivoluzionaria che riguarda i buchi neri. Non ci sarà un’unica conferenza, ma bensì sei in simultanea suddivise in diverse parti del mondo. Quella che interessa l’Europa si terrà a Bruxelles. In queste conferenze sarà presentato unrisultato rivoluzionario da parte dell’EHT“ che potrebbe, secondo le indiscrezioni, rivoluzionare le nostre attuali conoscenze sul cosmo.

buchi neri

Il mondo della scienza è in fermento, si suppone che la grande scoperta potrebbe essere la prima foto di un orizzonte degli eventi di un buco nero. Da anni gli scienziati dell’EHT stanno lavorando senza sosta per ottenere un’immagine di Sagittarius A*, il buco nero al centro della nostra galassia.

Leggi anche: l’enorme buco nero vicino alla terra si è risvegliato

Ma che cos’è un buco nero?

I buchi neri non sono veri e propri oggetti fisici, ma sono fatti di gravità. I buchi neri si formano quando una stella muore. La stella implode su se stessa e crea una regione dove la gravità è così forte che qualunque cosa viene risucchiata, perfino la luce. Finora è stato possibile solo “ascoltare” i buchi neri. Quando i buchi neri si scontrano l’uno con l’altro, rilasciano onde gravitazionali, che sono state rilevate da telescopi e interferometri negli osservatori negli Stati Uniti e anche in Italia.

buchi neri

Ciò che caratterizza un buco nero è il suo confine, ossia l’orizzonte degli eventi, una sorta di uscita dall’universo ad una sola via. Se si attraversasse l’orizzonte degli eventi, non si noterebbe nulla, non ci sarebbe alcuna turbolenza, ma non si potrebbe tornare più indietro. Questo rende i buchi neri “invisibili”.

E’ possibile realizzare una foto di un buco nero?

Realizzare una foto di un buco nero è un’impresa impegnativa, occorre la collaborazione di decine di persone che abbiano la giusta esperienza e siano disposte a trascorrere anni di lavoro nelle località remote in cui si trovano gli osservatori. Qualunque siano i risultati della ricerca saranno comunque una pietra miliari nell’astrofisica, poiché potrebbero confermare o smentire alcune delle principali teorie alla base della nostra comprensione dell’universo, tra cui anche la teoria della relatività di Albert Einstein.

Leggi anche: Scoperto un secondo buco nero nella Via Lattea

Sesso e terza età, parla la sessuologa: «I vecchi fanno più sesso. I giovani? Troppe aspettative deluse»

Megan Markle, il sesso del royal baby rivelato da Serena Williams?