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Bufale storiche a cui tutti crediamo: le 5 migliori di sempre

Nell’era 2.0 in cui il web è accessibile a chiunque è facile imbattersi in notizie virali che, nonostante le migliaia di visualizzazioni o condivisioni, risultano completamente prive di ogni fondamento: l’abitudine della società a far girare “bufale”, però, non è nuova. Esistono infatti alcuni aneddoti storici a cui tutti crediamo ma che, in realtà, sono delle vere e proprie bufale storiche.

Visto il caldo che sta attanagliando le città italiane, quest’oggi vogliamo rendervi più leggere la giornata svelandovi alcune delle più grande bufale storiche in circolazione e a cui noi tutti tendiamo spesso a credere. 1. La zarina che amava i cavalli: nella cultura di massa, più che per le questioni legate alla politica, Caterina II di Russia è conosciuta come la zarina più sessualmente libera di sempre tanto che si dice sia morta dopo aver avuto un rapporto intimo con un cavallo. In realtà, sebbene è innegabile la poca pudicità, la donna morì a 67 anni per cause naturali. 2. Treni mai più puntuali come quando c’era lui al potere…: per molti anni dopo il secondo conflitto mondiale si è spesso sentito dire che i treni non sono mai stati tanto puntuali come nel ventennio fascista. In realtà, essendo la puntualità dei mezzi di trasporto parte della campagna politica, il Duce diede ordine di censurare tutte le notizie in cui comparissero notizie di incidenti o ritardi ferroviari.

3. Due costole in meno: Gabriele D’Annunzio, oltre che per la sua arte, è spesso nominato a causa delle sue abitudini sessuali alternative ed è proprio tra queste ultime che si nasconde un enorme bufala storica. Non c’è traccia in nessuna biografia, infatti, del fatto che l’autore italiano si sia fatto asportare due costole per praticare autoerotismo ma, soprattutto, non esiste prova per cui un intervento del genere potrebbe essere d’aiuto. 4. Che mangino brioches!: è questa la frase più celebre mai attribuita a Maria Antonietta. E’ spesso citato anche sui libri di storia che, davanti al popolo reclamante pane, Maria Antonietta rispose “Che mangino brioche!”: in realtà questa frase venne presa da un testo di Rousseau ed a lei attribuita da qualche storiografo rivoluzionario. 5. Altezza mezza bellezza?: quando si parla di Napoleone Buonaparte, sono molti a citarne la sua “bassezza”. Il generale viene infatti descritto come un uomo alto cinque piedi e sei pollici: erroneamente, però, si confondono i piedi francesi con quelli inglesi. Basandosi sull’antica unità di misura francese, infatti, l’altezza di Napoleone era pari a 167 centimetri ovvero perfettamente nella media.

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