in ,

Bullismo, Andrea Natali indotto al suicidio: per i colleghi erano solo “foto innocenti”

Sminuiscono la gravità del fatto, gli ex colleghi di Andrea Natali, il 26enne di Borgo d’Ale (Vercelli) presunta vittima di bullismo morto suicida in seguito ad una gravissima depressione. I suoi genitori hanno denunciato a mezzo stampa ripetuti episodi di scherno perpetrato ai danni di Andrea dai colleghi, che ne avevano fatto oggetto di pubblica derisione anche su Facebook.

“Erano solo un paio di foto, del tutto innocenti, non ci ho visto assolutamente nulla di crudele, ha dichiarato in sua difesa Luca Giolitto, il titolare della carrozzeria dove lavorava Andrea. Ha minimizzato così la questione: “Anch’io sono stato sentito dalla Polizia postale l’anno scorso. Mi erano state mostrate solo due foto; nella prima c’era Andrea seduto su un cassonetto dell’immondizia, nella seconda era ritratto su uno dei carrelli dell’officina”, aggiungendo: “Due pose per me del tutto normali come ne scattavamo tante qui in carrozzeria. Non ci ho visto nulla di male”.

Ma allora dove sta la verità? Quelle immagini erano davvero violente e lesive della dignità della persona o Andrea era talmente sensibile ed introverso da avere ingigantito la situazione considerando vessazioni delle goliardate? Un fascicolo di inchiesta è stato aperto per appurarlo, come ha spiegato il procuratore Paolo Tamponi: “si tratterà di stabilire se esiste davvero un nesso tra la diffusione di quelle immagini su Facebook e YouTube e la morte del giovane”.

Intanto Federico Natali, padre della vittima, non ci sta a far passare come “reazione esagerata” a delle innocue foto ciò che invece era diventato un dramma esistenziale per suo figlio, e dichiara: “Non ci credo. La polizia mi ha detto che non poteva farmi vedere quelle immagini, tanto erano crudeli”.

Mathieu Joly rally Francia

Rally, tragedia ai Vosgi: pilota di 34 anni muore durante la corsa

dieta anticellulite

Dieta anticellulite: che cosa mangiare per dimagrire e rassodare