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Buoni pasto elettronici, novità 2015: cosa cambia davvero per chi fa la spesa

Impazza tra i cittadini italiani la polemica riguardante i buoni pasto elettronici, causata dalle notizie allarmanti degli ultimi giorni. Chi ce li ha si difende, chi non ce li ha pensa che giustizia sia stata fatta. Ma cosa è veramente cambiato? Come riportato da Altroconsumo, il buono pasto elettronico o ticket è una formula di pagamento dal valore prestabilito dal datore di lavoro, che l’azienda, che decide di farne uso, dà ai suoi dipendenti come servizio per sostituire quello della mensa aziendale. Il ticket può essere utilizzato sia nell’immediato, cioè con l’acquisto durante la pausa pranzo di un pasto, sia successivamente nei supermercati o altri esercizi alimentari che sono convenzionati per l’acquisto di prodotti alimentari. Ma nessun allarme: i buoni pasto continuano ad essere cumulabili e utilizzabili per fare la spesa al supermercato o mangiare la pizza a cena in pizzeria.

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I buoni pasto elettronici, infatti, hanno gli stessi limiti di quelli cartacei. La normativa dunque, non è cambiata. Allora cosa è cambiato? Il cambiamento è avvenuto sì, ma per quanto riguarda la tassazione. Dal 1° luglio 2015, infatti, il valore esente da tasse dei ticket elettronici è passato da 5,29 € a 7 €. Per quelli cartacei, invece, è rimasto fisso a 5,29 €. Con questa mossa si cerca di avvicinare il valore dei ticket a quelli della media in Europa e allo stesso tempo di rendere più veloci e sicure le operazioni. Contenti saranno anche i lavoratori quindi, a cui mensilmente entrerà qualche centesimo in più in tasca.

Il problema più grosso, probabilmente, è quello di riuscire a trovare esercizi che accettino i buoni elettronici: la card, al momento, è accettata da appena 35.000 negozi commerciali contro i 150.000 che accettano, invece, i buoni cartacei. Ma quali vantaggi otterrà il lavoratore? Innanzitutto i buoni sono caricati automaticamente sulla card senza effettuare alcun ritiro in azienda. Sarà ridotta anche la percentuale di furto o perdita del buono, visto che la card prevede un eventuale blocco e l’emissione di una nuova carta nel caso in cui questa si dovesse smarrire e ci sarà quindi anche un risparmio fiscale che permetterà, come già accennato, al dipendente di incassare qualche centesimo in più in busta paga.

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Quali vantaggi, invece, otterrà il supermercato convenzionato? Senz’altro la possibilità di gestire il tutto elettronicamente e quindi di ricevere il pagamento più velocemente. Inoltre, il rischio di perdere i ticket si ridurrà notevolmente. E gli svantaggi? La commissione di incasso è più alta e, a causa delle tante tipologie di buoni pasti elettronici, l’esercizio sarà costretto ad avere dai 4 ai 6 lettori (POS) per garantire l’accettazione di tutte le possibili card.

Su quest’ultimo argomento si sta cercando di arrivare ad una soluzione per creare un POS unico, cioè un unico dispositivo elettronico in grado di leggere le card (quello che si utilizza per i pagamenti col Bancomat, per intenderci).

Written by Giuseppe Cubello

Studente all'Università Magna Graecia di Catanzaro. Innamorato dello sport. Sogno di diventare presto giornalista pubblicista.

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