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Caccia russo abbattuto, Putin rifiuta colloquio con Erdogan: “Prima le scuse”

Si fa sempre più seria e compromessa la situazione tra Russia e Turchia dopo l’abbattimento del caccia russo Sukhoi Su-24 da parte dell’aviazione militare di Ankara per una presunta violazione dello spazio aereo. Il presidente Vladimir Putin ha infatti rifiutato un colloquio telefonico chiestogli dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, circa 7-8 ore dopo l’abbattimento del jet, rifiutando di rispondergli al telefono, come confermato dal suo portavoce, Dmitri Peskov.

La motivazione? La “mancanza di prontezza da parte turca a porgere le scuse più elementari”, hanno fatto sapere dal Cremlino. Putin pretende dunque le scuse ufficiali da parte della Turchia per l’accaduto prima di aprire la possibilità di un dialogo con Erdogan. Dal canto suo il presidente turco, che gli avrebbe anche proposto un incontro chiarificatore in occasione dell’apertura del summit sul clima, di cui Putin sarebbe stato messo al corrente, lunedì prossimo a Parigi, ha dichiarato: “Avvisiamo cordialmente la Russia di non scherzare col fuoco”.

Intanto, come riferito dal quotidiano ‘Hurriyet’, fino a che non sarà ripristinato il dialogo Ankara-Mosca, la Turchia in accordo con Mosca ha sospeso temporaneamente i suoi voli militari in Siria, nell’ambito della Coalizione internazionale anti-Isis. Al momento le posizioni di entrambi rimangono irremovibili: Erdogan afferma di aver avvisato Putin, durante il recente G20 di Antalya, dei rischi legati a intrusioni nello spazio aereo turco da parte dei jet russi, Mosca è invece ferma nel considerare l’abbattimento del caccia Sukhoi Su-24 “un vero e proprio agguato degli F16 di Ankara”.

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