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Cadavere in A14: la diciannovenne è stata uccisa?

Il caso riguardante il cadavere ritrovato in A14 non è per nulla concluso. La diciannovenne di Tortoreto, i cui resti sono stati rinvenuti, martedì 1 settembre 2015, tra Giulianova e Mosciano, nel tratto dell’autostrada, si è suicidata o è stata uccisa? Con il procedere delle indagini i dubbi si fanno sempre più insistenti. I pezzi del puzzle, infatti, paiono non volersi comporre e le cose che non tornano agli inquirenti e ai compaesani della ragazza sono fin troppe. Cosa è successo alla giovane tortoretana? Come ha fatto a raggiungere quel tratto di strada senza macchina e perché è uscita, dopo essere tornata a casa dal lavoro, senza il cellulare e il portafoglio? Come mai il suo corpo era in quello stato?

Il pm Irene Scordamaglia, titolare dell’inchiesta riguardante il caso, ha effettuato un sopralluogo sul cavalcavia della Strada Provinciale 262 da dove, secondo le prime ricostruzioni, la giovane si sarebbe lanciata nel vuoto. Il pm si è poi recata anche a Tortoreto Alto, luogo dove la diciannovenne abitava con la famiglia e da dove è sparita nel nulla, dopo aver lavorato in un locale del posto come cameriera, fino al macabro ritrovamento. Magistrato ed inquirenti, passando dal cavalcavia di Mosciano all’abitazione della giovane a Tortoreto Alto hanno potuto così appurare al meglio la distanza che separa i due luoghi e scandagliare, eventualmente, le strade che la giovane avrebbe potuto percorrere. Cinque, sei chilometri a piedi, per una ragazza senza patente, però, sono veramente tanti. Come avrà fatto la giovane ad arrivare fino a là?

In attesa dall’autopsia e del risultato degli esami genetici, la madre ha riconosciuto la figlia da una scarpa, gli inquirenti continueranno a cercare di ricostruire le ultime ore di vita della giovane cameriera figlia di commercianti del posto che rientrata a casa dopo il lavoro ha abbandonato i suoi effetti personali e che poi, pare, essere nuovamente uscita di casa tanto che secondo alcuni voci potrebbe essere  stata vista su una macchina di colore chiaro.

In paese sono in pochi a credere all’ipotesi del suicidio. Conoscendo la ragazza e sapendo che sarebbe dovuta andare a trovare la sorella a Londra, tanto che aveva già acquistato il biglietto aereo, i concittadini non riescono a pensare che la diciannovenne abbia potuto compiere un tale gesto.

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