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Calciatori evasori: dopo Messi, tocca a Kakà?

A suo tempo toccò a Maradona, poi arrivò Messi e ora potrebbe essere il turno del milanista Kakà. Di cosa stiamo parlando? Del rapporto – talvolta burrascoso – tra il fisco e i campioni del pallone. Il brasiliano, al contrario del suo predecessore argentino (Diego), avrebbe scelto la strada del buon senso cercando di arrivare ad un compromesso positivo con la procura di Milano. 

Kakà Real Madrid

Il numero 22 rossonero, però, avrebbe optato per la strada del “buon senso”, pagando la parte amministrativa che gli venne contestata dalle indagini per frode fiscale. Il periodo considerato è quello relativo al biennio 2008-2009 e la “parte in causa incriminata” è la società che gestiva gli interessi economici dell’ex Pallone d’Oro. Per quanto riguarda le cifre, la somma evasa corrisponderebbe a circa 2 milioni di euro, frutto di un pagamento di un’aliquota inferiore a quella prevista inizialmente.

Conseguenze per Ricardo? Premettendo che ciò che seguirà avrà remote possibilità di realizzazione, il calciatore rischierebbe di andare incontro – dopo aver, come anticipato già sopra, sanato la parte amministrativa – alla cosiddetta “dichiarazione infedele”, rispondendone così a livello penale.

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