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Calcio Catania: il presidente Pulvirenti minacciato di morte

Il presidente del Catania, Antonino Pulvirenti, è stato minacciato di morte. L’imprenditore siciliano alcune settimane fa ha ricevuto una busta contente una lettera colma di minacce e due proiettili; la missiva è stata spedita nella sede di Torre del Grifo della società etnea e il fatto è stato prontamente denunciato alla Polizia. La notizia è venuta alla luce solo nella giornata di ieri e il presidente Pulvirenti ha preferito non rilasciare dichiarazioni e seguire come al solito l’allenamento della squadra in preparazione dell’importantissima partita di domenica contro l’Avellino . Inoltre sui muri della città nelle ultime settimane sono comparse numerose scritte contro la dirigenza, andando ad accrescere una tensione già alta intorno alla squadra, figlia di una lunga serie di risultati negativi.

Il Catania sta lottando per salvarsi, per rimanere in serie B e tutti questi episodi non possono che complicare ancora di più la situazione di Marcolin e dei suoi ragazzi. I tifosi hanno chiesto la testa dell’allenatore dopo l’ultima sconfitta contro la Virtus Entella, ma Pulvirenti ha confermato la fiducia in Marcolin. I numeri della sua gestione sono sconfortanti: 11 punti nelle ultime 11 partite, una rete segnata in trasferta nelle ultime sei e una vittoria che manca da 8 giornate. I tifosi sono legittimati a essere delusi, ma un clima così esasperato non può di certo aiutare la squadra.

Sono arrivati a Pulvirenti moltissimi messaggi di solidarietà dal mondo del calcio e non solo. Il presidente della Lega di B, Andrea Obodi, si è schierato dalla parte del presidente del Catania rilasciando tramite un comunicato questa dichiarazione:«Chi si rende protagonista di questi episodi non può non essere chiamato tifoso né fa parte della famiglia della Serie B. In questo modo si colpisce un vero appassionato che ha regalato anni e risultati importanti al Catania».  Da sottolineare il fatto che i tifosi del Catania della Curva Nord, tramite un post su Facebook, hanno preso le distanze dall’accaduto, chiarendo che tali metodi non li appartengono.

 

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