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Calcio, diritti Tv: soldi per salvare le squadre, indagati Preziosi e Paparesta

Nella giornata di ieri è scoppiato un nuovo caso che si preannuncia intenso e pronto a sconvolgere nuovamente il mondo del calcio italiano; questa volta però non si tratta di calcioscommesse, bensì di un’alterazione di tipo economico dei campionati di Serie A e B, con Infront, la società che gestisce i diritti Tv della Lega, come principale artefice di tutto.

Sono iniziate così le perquisizioni nelle sedi di alcune società ritenute ree di aver accettato “finanziamenti” illegali per aggiustare i bilanci e per potersi iscrivere ai rispettivi campionati; al momento, le due principali società coinvolte nello scandalo sono il Genoa e il Bari, con in particolare i presidenti Enrico Preziosi e Gianluca Paresta ad essere nell’occhio del ciclone.

Venerdì le prime accuse formali della Guardia di Finanza ad entrambi i club: “ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza” visto che sia il Grifone che i pugliesi avrebbero accettato i soldi di Infront per iscriversi ai campionati impedendo così che venissero individuati dalla Covisoc i buchi di bilancio; nel dettaglio, il Genoa avrebbe accettato 15 milioni pagati in 3 tranche mentre il Bari circa 500.000 euro. Nel primo caso Preziosi avrebbe smentito mentre per quel che riguarda Paparesta, il caso sarebbe legato allo sponsor della seconda maglia che il presidente del Bari descrive come una operazione del tutto lecita. Tra gli indagati risulterebbe anche Claudio Lotito.

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