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Calcio femminile, ammonite le giocatrici di Brescia e Verona per striscione di protesta

I cartelli di protesta non sono prerogativa dei parlamentari, ma anche del mondo sportivo. Con la differenza che nel secondo caso vengono puniti con una multa per i responsabili. E’ quanto accaduto alle 22 titolari di Brescia e Verona che sabato, prima della partita di Supercoppa italiana, hanno esposto uno striscione di protesta. “Ci sono punti da conquistare, che valgono più di quelli in classifica“, recitavano i cartelloni. La partita, che si è disputata il 26 settembre a Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, si è conclusa con la vittoria del Brescia, che ha così conquistato il titolo.

La polemica era diretta contro la FIGC, colpevole – secondo le giocatrici – di dare poco risalto ed attenzione al calcio femminile. Il comunicato con il quale il giudice sportivo ha motivato la decisione di punire le “colpevoli” parla di un’iniziativa eseguita dopo l’esecuzione dell’inno, e senza aver chiesto alcuna autorizzazione per portarla avanti. E’ così che uno striscione è costato l’ammonizione di tutte le calciatrici, oltre ad una multa di 50 euro a carico di ciascuna.

Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, ha commentato laconicamente l’accaduto: “È disarmante, questo è il modo in cui viene trattato il calcio femminile in Italia“. Già poco tempo fa aveva minacciato uno sciopero della Serie A femminile, se la Federazione non avesse risolto i problemi del vincolo sportivo ed economici.

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